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Video e foto hot su Instagram e scatta il ricatto (''diffondo le tue immagini''). Dietro il profilo femminile c'era un uomo: 120mila euro di estorsioni

Le indagini sono state avviate in seguito alla denuncia di un giovane gardesano il quale, dopo essere stato contattato su una piattaforma social da una persona con falso profilo, aveva avviato una relazione virtuale nel corso della quale aveva scambiato immagini e video a contenuto sessualmente esplicito

Pubblicato il - 05 aprile 2022 - 18:51

LIMONE SUL GARDA. Prima chiedeva l'amicizia su Instagram con un profilo falso e molto esplicito, poi cominciava una chat e dopo una breve relazione virtuale scattava la richiesta di inviare foto e video sessualmente espliciti. A quel punto scattava l'estorsione con il ricatto ai malcapitati che avevano abboccato alla loro trappola di diffondere le loro immagini. E dietro il profilo dell'avvenente ''finta'' signorina chi ci sarebbe stato per gli inquirenti? Un ivoriano di casa nel Veronese. 

 

Negli scorsi giorni, i carabinieri della stazione di Limone sul Garda hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Brescia su richiesta della locale Procura, nei confronti di un giovane extracomunitario, residente in Veneto, ritenuto il presunto responsabile dei reati di “estorsione aggravata” e “diffusione di immagini o video sessualmente espliciti” ai danni di sette persone.

 

Le indagini sono state avviate in seguito alla denuncia di un giovane gardesano il quale, dopo essere stato contattato su una piattaforma social da una persona con falso profilo, aveva avviato una relazione virtuale nel corso della quale aveva scambiato immagini e video a contenuto sessualmente esplicito.

 

La vittima ha quindi ricevuto una richiesta estorsiva dietro la minaccia di diffondere le immagini sulle principali piattaforme social e ai suoi contatti. La richiesta era di 700 euro da versare su una carta ricaricabile. Le indagini dei carabinieri però, hanno permesso di bloccare immediatamente la carta, intestata al destinatario della misura, e di recuperare la somma estorta che è stata riconsegnata alla vittima.

 

Le successive attività di indagine hanno permesso di identificare un presunto complice, che veniva deferito in stato di libertà, nonché altre sei vittime del medesimo ricatto, residenti in varie parti d’Italia, alle quali erano state estorte somme tra i 100 e i 2000 euro. Il provento delle attività illecite, ricostruito dagli investigatori, ammonta a circa 120.000 euro per una truffa ormai rodata e ben conosciuta da diversi anni ma che, purtroppo, evidentemente, fa ancora molte vittime.

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