A Bolzano brutale pestaggio ai danni del titolare di un'enoteca in centro città: per lui costole rotte e 30 giorni di prognosi
Il gravissimo episodio è accaduto in via Alto Adige, a poche centinaia di metri dal salotto buono del capoluogo. Franz Niederegger, conosciuto e stimato in tutta la città è stato colpito alla testa ed è svenuto e ha riportato anche diverse fratture alle costole. Per lui una prognosi di 30 giorni. "Che il sindaco Caramaschi, che dice che Bolzano è la città più sicura d'Italia, si muova da piazza Walther e guardi come è la situazione. Viviamo con la paura" commenta la moglie di Niederegger, Sladiana Jovic.

BOLZANO. Un brutale pestaggio, che avrebbe potuto avere conseguenze anche tragiche. Non si può definire in altri modi quanto accaduto verso mezzanotte tra venerdì e sabato scorso ai danni di Franz Niederegger, titolare dell'enoteca "1000 e un vino" di via Alto Adige a Bolzano, proprio davanti alla camera di Commercio e a poche centinaia di metri dal salotto buono del capoluogo.
Niedergger, conosciuto e stimato in tutta la città, stava effettuando le operazioni di chiusura, quando è stato aggredito da quattro uomini di nazionalità straniera, probabilmente africani, che si sono introdotti all'interno dell'enoteca, dopo che lo stesso titolare aveva dato 5 euro ad una ragazza (nota alle forze dell'ordine), in evidente stato d'alterazione, che chiedeva un contributo per mangiare. I delinquenti hanno colpito violentemente alla testa Niederegger che è svenuto per la forza del colpo e gli hanno inferto altri colpi alle costole, procurandogli diverse fratture.
Hanno poi devastato parte del locale, rompendo numerose bottiglie per un danno complessivo che si aggira attorno ai 6mila euro. Il titolare è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, dove gli è stata diagnosticata una prognosi di 30 giorni.
"Non è normale che queste persone - commenta ai microfoni di Alto Adige Tv la moglie del titolare, Sladiana Jovic - oggi siano qui a 50 metri da noi a bere tranquillamente il caffè e continuino a spacciare e drogarsi, mentre mio marito ha passato tanto tempo in pronto soccorso. I danni? Il danno maggiore è che non ci sentiamo più sicuri e al sindaco Caramaschi, che dice che Bolzano è la città più sicura d'Italia, dico di muoversi da piazza Walther e fare 200 metri per rendersi conto della situazione. L'aggressione è durata un'ora. Abbiamo paura".
I residenti e gli esercenti sono esasperati e la zona, oggetto di un progetto di riqualificazione, viene indicata come "a rischio" dalle persone che la frequentano abitualmente vista la presenza di numerosi spacciatori e non solo.
Di mollare, però, non se ne parla.
"Abbiamo passato 5 anni murati vivi (per i lavori del cantiere del tunnel, ndr) - conclude la signora Jovic - e da poco siamo tornati a vedere il sole o la pioggia. Non si molla: questo negozio è la vita di mio marito, ma aspettiamo delle risposte concrete. Viviamo con la paura e non accettabile".












