Violente aggressioni in serie, le autorità sospendono la licenza di un esercizio pubblico: “Necessario per evitare ulteriori episodi”
A confermarlo è la Questura di Bolzano: stop per 30 giorni alla licenza d'esercizio per “Al Brat da Ciano”, in via Pacinotti. Il provvedimento è stato adottato a causa dei recenti episodi di violenza avvenuti presso il chiosco in questione

BOLZANO. Chiusura per 30 giorni per “Al Brat da Ciano”, in via Pacinotti a Bolzano: a deciderlo è la Questura del capoluogo altoatesino, che ha adottato il provvedimento in questione (sospendendo la licenza dell'esercizio pubblico) a causa “dei recenti violenti episodi avvenuti presso il chiosco”.
In particolare, dicono le forze dell'ordine, durante la notte del 23 dicembre numerose pattuglie della Polizia di Stato e dei Carabinieri sono dovute intervenire in seguito ad una violenta aggressione. “Un 31enne con precedenti di Polizia – scrivono – è stato rinvenuto a terra, privo di sensi ed abbondantemente insanguinato ed è stato trasportato con urgenza presso il locale ospedale civile, dove è stato medicato per ferite da taglio al torace e al capo”.
Nella stessa circostanza è stata rilevata anche la presenza di numerose persone agitate ed alterate dall'assunzione di bevande alcoliche. “Già nel mese di ottobre – continuano le autorità – gli operatori della Squadra volante erano intervenuti presso l'esercizio in soccorso di una donna, aggredita da un cittadino marocchino con precedenti ed irregolare sul territorio che, alterato dall'eccessiva assunzione di alcol, continuava a minacciarla di morte e tentava di colpirla anche in presenza dei poliziotti, che sono stati a loro volta aggrediti con calci e pugni”.
Nel corso di altri, frequenti, controlli è stata sempre accertata, dice la Questura, la presenza di “numerosi avventori che avevano abusato di sostanze alcoliche e di diverse persone con precedenti di polizia. La sospensione della licenza si è pertanto resa necessaria per sottrarre temporaneamente tale punto di ritrovo agli abituali frequentatori e per evitare che si possano ripetere episodi in grado di turbare l'ordine pubblico, la sicurezza e la salute dei cittadini”.












