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Trento
22 maggio | 06:01

A dormire sotto un ponte, il dramma dei migranti a Trento. Ianeselli: "Situazione peggiorata con lo stop dei dormitori invernali e i nuovi flussi di migranti”

Con l'arrivo di nuovi flussi migratori aumenta anche il numero di senzatetto presenti sul territorio trentino. Il sindaco: "Posti letto insufficienti dopo la chiusura dei dormitori invernali e la Provincia non aiuta chi è solo all'inizio dell'iter per ottenere asilo"

di Mattia Sartori

TRENTO. L’inverno è finito, ma le difficoltà per i senzatetto rimangono. Sono frequenti le segnalazioni di persone in difficoltà trovate a dormire per strada o sotto i ponti, come per esempio quello del Muse o il ponte sull’Adige dove passa la tangenziale.

 

Ne è al corrente anche l’amministrazione comunale, come conferma il sindaco Ianeselli, che a il Dolomiti dichiara: “Siamo a conoscenza della situazione e la stiamo monitorando, sia a livello di Polizia che di Servizi Sociali, stabilendo anche un contatto con queste persone. Il problema è peggiorato negli ultimi mesi, con la chiusura dei dormitori invernali e l’arrivo di nuovi flussi di migranti”.

 

Dal Maghreb e dalla rotta balcanica infatti, sono molte le persone che hanno trovato il modo di entrare in Europa alla ricerca di condizioni migliori (ne avevamo già parlato anche qui). Tra questi alcuni sono arrivati a Trento, il sindaco Ianeselli stima un centinaio, andando ad aggiungersi alle persone in difficoltà già presenti nel capoluogo, e rendendo più complessa la gestione dei servizi di accoglienza, già sottoposti ad un considerevole stress.

 

“La domanda di posti dove dormire è in aumento – racconta il primo cittadino -, ma con la chiusura dei dormitori invernali i posti sono insufficienti e alcuni purtroppo rimangono all’addiaccio. Senza contare poi coloro che il posto lo rifiutano o quelli che non vengono accolti dalla Provincia perché sono soltanto all’inizio del processo per la richiesta di asilo”.

 

“Proprio per risolvere questa mancanza di accoglienza a livello provinciale – continua Ianeselli -, come Comune avevamo attivato il servizio alle ex Bellesini nonostante questa non fosse una nostra competenza. Ora però le Bellesini sono chiuse per ristrutturazione, dato che l’anno prossimo, concluso il servizio da dormitorio invernale, ospiteranno temporaneamente la sede del Punto d’Incontro, mentre l’attuale sede in via Travai verrà anch’essa ristrutturata”.

 

“Purtroppo sappiamo che la situazione è pesante e che molte delle persone che vivono in strada devono affrontare condizioni difficili e quasi estreme anche dopo la fine dell’inverno. Cerchiamo di dare una mano tutti, dalla Polizia ai Servizi Sociali, senza dimenticare l’Unità di strada e i volontari, come i ragazzi della comunità di Sant’Egidio, che svolgono un ruolo fondamentale in questi frangenti”.

 

Ogni storia è unica, anche tra i senzatetto, e se da una parte c’è chi proprio non ha nulla, dall’altra c’è chi lavora, ma non può permettersi una casa. Questi ultimi rappresentano un caso particolare per cui il Comune avrebbe pensato ad una soluzione ad hoc.

 

“Per chi ha un lavoro ma non può permettersi una casa – spiega il sindaco – vogliamo creare un albergo sociale. Un luogo dove sia possibile soggiornare, pagando poco, in modo da togliersi dalla strada. L’idea era quella di realizzarlo alle ex Bellesini in Cristo Re, ma c’è chi si oppone facendo leva sulle paure dei cittadini. Vorrei però fare presente che è inutile lamentarsi di chi dorme per strada se poi ci si lamenta anche delle soluzioni proposte”.

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