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| 01 ott 2023 | 09:59

Altro stop a Fugatti, il Consiglio di Stato ferma l'abbattimento dei lupi della Lessinia. Leal: ''Dove una certa politica vuol risolvere tutto a pallettoni non resta che la giustizia''

Il ricorso dei legali di Leal al Tar di Trento era stato respinto lo scorso 28 settembre. Immediato il ricorso al Consiglio di Stato che, il 30 settembre ha sospeso l’abbattimento dei due lupi e fissato per la discussione, la camera di consiglio del 9 novembre 2023

Altro stop a Fugatti, il Consiglio di Stato ferma l'abbattimento dei lupi della Lessinia
di Redazione

TRENTO. ''Metti la ceratogli la cera''. Ripeteva questo il maestro Miyagi a Karate Kid nel celebre film di metà anni '80. Ebbene, ormai da mesi si combatte una guerra di ordinanze e decreti (va detto mal congeniati e buoni, forse, solo a raccattare qualche voto) emanati dal presidente del Trentino Maurizio Fugatti e di ricorsi e controricorsi ad opera di associazioni ambientaliste e animaliste. E così dopo che il Tar di Trento, pochi giorni fa, aveva ''messo la cera'' ridando l'ok all'abbattimento di due lupi (scelti a caso) della Lessinia (quelli del branco che sarebbe riuscito a ''bucare'' i sistemi di difesa di Malga Boldera) è notizia di queste ore che il Consiglio di Stato ha già ''ritolto la cera''

 

Le tappe di questa ennesima vicenda che riguarda la pessima gestione provinciale dei grandi carnivori le riassumono direttamente i rappresentanti nazionali della Lega Antivivisezionista. ''Nei mesi scorsi uno o più lupi provocarono delle predazioni nella zona di Malga Boldrera. Non potendo individuare il predatore o predatori responsabili, la Provincia di Trento emise un ordine di abbattimento nei confronti di due individui appartenenti a branchi della zona. Il ricorso dei legali di Leal al Tar di Trento è stato respinto lo scorso 28 settembre. Immediato il ricorso di Leal al Consiglio di Stato che, il 30 settembre ha sospeso l’abbattimento dei due lupi e fissato per la discussione, la camera di consiglio del 9 novembre 2023''.

 

La sentenza del Consiglio di Stato riporta: “Il provvedimento impugnato in primo grado non appare sorretto da adeguata motivazione in ordine all’impossibilità oggettiva di ricorrere a misure differenti a tutela degli animali e dei beni presuntivamente aggrediti dai lupi dei quali si dispone l’abbattimento né risultano citate adeguate misure adottate allo scopo di proteggere in modo concreto animali e beni minacciati dai lupi”.

 

Gli animali di cui la Provincia ha disposto l’abbattimento costituiscono incontestatamente esemplari di specie protetta dalla Direttiva “Habitat” e il Consiglio di Stato in sentenza riconosce che l’abbattimento dei medesimi sia consentito solo nelle ipotesi espressamente previste e a condizione che non esista un'altra soluzione valida e ricorda la modifica costituzionale dell’art. 9 che assicura la tutela alla vita degli animali.

 

Gian Marco Prampolini Presidente LEAL commenta così la sentenza: “Siamo confortati dal fatto che il Consiglio di Stato abbia colto in pieno il senso del nostro ricorso e che, oltre a un richiamo al rispetto della Costituzione, richiami la logica. Nella decisione viene messa in dubbio, come da noi evidenziato in fase di ricorso, la legittimità giuridica del provvedimento, oltre alla compatibilità della stesso con i parametri costituzionali e sovranazionali di riferimento.

In una gestione dove l’isteria nei confronti dei selvatici viene amplificata da una certa politica che risolve tutti i problemi di convivenza a pallettoni, non ci rimangono che le battaglie legali, i tribunali e la Giustizia. Quella con la lettera “G” maiuscola''.

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