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| 25 nov 2023 | 12:57

Arrestato mentre uccideva uccelli catturati con trappole illegali: 123 le persone denunciate nell'ambito dell'operazione anti bracconaggio "Pettirosso 2023"

Gli arresti sono stati effettuati entrambi in provincia di Brescia: un uomo è stato colto in flagranza di reato mentre stava uccidendo alcuni uccelli catturati con trappole illegali. In Lombardia un provvedimento ha raggiunto anche il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Carlo Bravo, accusato di falsificazione di sigilli, in quando alcuni dei suoi tordi erano dotati di anellini apparentemente modificati.

Arrestato mentre uccideva uccelli catturati con trappole illegali

BRESCIA. Centoventitré persone denunciate per per abbattimento e detenzione illecita di uccelli protetti, oltre al sequestro di 1.338 trappole illegali (tra trappole, reti e fonofil), 3.564 uccelli, di cui solo 1.443 ancora in vita tra cui numerose specie non cacciabili, protette e particolarmente protette, 75 fucili e 4.055 munizioni da caccia. Due persone, altresì, sono state arrestate per detenzione di armi clandestine e sostanze stupefacenti.

 

E' un bilancio (non definitivo, tra l'alto) incredibile quello della maxi operazione anti bracconaggio "Operazione Pettirosso 2023", condotta tra ottobre e novembre nelle prealpi veneto - lombarde dai carabinieri forestali del reparto specializzato Soarda (sezione operativa antibracconaggio e reati in danno degli animali) del Raggruppamento Carabinieri Cites, con la collaborazione dei carabinieri forestali di Brescia, Bergamo, Mantova, Vicenza, Verona e Padova.

 

Entrambi gli arresti sono stati effettuati in provincia di Brescia: un uomo è stato colto in flagranza di reato mentre stava uccidendo alcuni uccelli catturati con trappole illegali. Durante una successiva perquisizione è stato trovato in possesso anche un fucile con la matricola abrasa, 943 munizioni, 136 richiami vivi, 141 trappole e 10 reti. 

 

A Calvisano un uomo è stato sorpreso con richiamo elettroacustico acceso in piena notte e, prima di essere raggiunto dalle forze dell'ordine, è riuscito ad aprire le finestre e liberare gran parte dei tordi catturati. Su di un'agenza il bracconiere aveva minuziosamente annotato tutte le catture, più di 80 di media a notte. E, come se non bastasse, due settimane più tardi è stato sorpreso a cacciare con il fonofil. A Bione padre e figlio è stato accertato che catturavano esemplari protetti utilizzando una rete da 20 metri e poi li tenevano nascosti in un fienile, mentre un albergatore di Sulzano aveva piazzato le trappole nel giardino (con piscina) del proprio hotel mentre questo era chiuso per la pausa invernale.

 

In Lombardia un provvedimento ha raggiunto anche il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Carlo Bravo, accusato di falsificazione di sigilli, in quando alcuni dei suoi tordi erano dotati di anellini apparentemente modificati.

 

"Ciò che preoccupa maggiormente - scrive il Wwf, che ha fornito un supporto essenziale all'operazione attraverso le sue guardie volontarie, in una nota ufficiale - è il ruolo di queste aree come punto di approdo per traffici nazionali e internazionali di uccelli da "richiamo", in particolare tordi. Operazioni recenti hanno svelato un traffico di questi uccelli catturati illegalmente in Polonia e destinati agli allevatori lombardi. Questi uccelli, quando riescono a sopravvivere al viaggio, vengono “ripuliti” dagli allevatori corrotti i quali appongono alla zampetta un anellino che serve a fingere che siano esemplari nati e cresciuti in allevamento. In questo modo gli animali possono essere messi in commercio, generando enormi profitti per le organizzazioni criminali coinvolte. L’utilizzo dei cosiddetti uccelli da richiamo, oltre ad alimentare questi odiosi traffici illeciti è ormai un’assurdità da tutti i punti di vista perché si traduce in un maltrattamento legalizzato di animali selvatici, utilizzati alla stregua di oggetti".

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