Aspirante jihadista fermato in Trentino assieme alla compagna, è stato chiesto il rito abbreviato: il 21enne vuole essere ascoltato
Un'indagine complessa portata avanti dai Carabinieri del Ros e dal comando trentino aveva portato nel giugno dello scorso anno il fermo di due giovani. Ieri davanti al Giudice dell'udienza preliminare è stato chiesto il rito abbreviato, l'udienza è stata rinviata a febbraio

TRENTO. Sono stati accusati di associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, arruolamento ed addestramento con finalità di terrorismo anche internazionale. La coppia che lo scorso anno era stata fermata dai Ros di Trento, lui 21 anni e lei 19 anni, ieri sono comparsi davanti al giudice dell'udienza preliminare.
Per entrambi è stato chiesto il rito abbreviato ma il ragazzo ha chiesto di essere ascoltato e sono state inoltre richieste delle consulenze a partire da quella chimica. La prossima udienza è stata fissata per febbraio.
Il giovane ha sempre ribadito la propria innocenza ma l'accusa è pesantissima ed è quella di terrorismo.
LE INDAGINI E L'ARRESTO
I due giovani sono stati fermati a giugno dello scorso anno a seguito di una complessa indagine condotta dai Carabinieri del Ros assieme l'articolazione territoriale.
I due si sarebbero addestrati per compiere atti violenti e avrebbero progettato di compiere in Italia un attentato con ordigni esplosivi, in nome dell’organizzazione terroristica “Stato Islamico”. Secondo i piani criminosi, dopo aver commesso l’attentato, si sarebbero dovuti recare in Africa per unirsi all'organizzazione.
Nati in Italia da famiglie di origini kosovare, inseriti nel contesto sociale, di lavoro e di studio, avrebbero intrapreso da tempo un percorso di radicalizzazione reso possibile ed efficace dalla propaganda jihadista sul web.














