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Terrorismo, addestrato in casa per compiere attentati: dopo il giuramento all'Isis 20enne era pronto a colpire il Trentino. Sui canali Instagram i video per diventare combattente

Un'indagine complessa portata avanti dai Carabinieri del Ros e dal comando trentino che ha consentito il fermo di due giovani. Entrambi, secondo le indagini, avrebbero intrapreso da tempo un percorso di radicalizzazione reso possibile ed efficace dalla propaganda jihadista sul web. Entro agosto erano pronti a colpire il Trentino con un attentato 

Di Giuseppe Fin - 25 giugno 2022 - 06:01

TRENTO. Qualche anno per radicalizzarsi e poi in pochi mesi il lavoro per accantonare perossido di tricicloacetone e altri tipi di acidi per la costruzione di un ordigno esplosivo che sarebbe stato fatto esplodere in Trentino entro agosto.

 

Sono questi alcuni dei punti della complessa indagine che in questi mesi è stata condotta dai Carabinieri del Ros assieme l'articolazione territoriale e che hanno portato al fermo di due giovani incensurati di circa 20 anni, un uomo e una donna, indagati per associazione con finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, arruolamento ed addestramento con finalità di terrorismo anche internazionale.

Dalle attività investigative è emerso che i due giovani, nati in Italia da famiglie di origini kosovare, inseriti nel contesto sociale, di lavoro e di studio, avrebbero intrapreso da tempo un percorso di radicalizzazione reso possibile ed efficace dalla propaganda jihadista sul web.

 

Un percorso che, come detto, avrebbe portato ad un attentato in Trentino e successivamente un viaggio (l'Egira) in Nigeria dove il 20enne si sarebbe unito a combattere con l'Islamic State in West African, una costola di Boko Haram che si è affiliata allo Stato Islamico.

 

 

Durante l'interrogatorio di garanzia il giovane, ha spiegato il procuratore della Repubblica di Trento, Sandro Raimondi, ha confessato nella quasi totalità la propria condotta e attività. “E' stata portata avanti un'indagine – ha spiegato Raimondi - che ha consentito l'individuazione di due persone coinvolte nell'episodio di appartenenza ad un'organizzazione terroristica. Sono state individuate, seguite, monitorate con un lavoro di grande professionalità. Un' indagine che non ha eguali in tutta Italia e in tutta Europa”.

 

L'ATTIVITA' INVESTIGATIVA

A spiegare l'attività investigativa è stato Pasquale Angelosanto, generale comandante del Ros dei Carabinieri.

 

“L'attività – spiega – è nata non molto tempo fa. Il procedimento penale è stato iscritto nei primi giorni di febbraio 2022 benché ci fosse alle spalle un'attività informativa svolta dall'Fbi su alcuni componenti riconducibili allo Stato Islamico che in Europa progettavano attentati o propagandavano un'ideologia radicale anche al fine di reclutamento”.

 

 

Da qui sono partite le indagini dei Ros e delle articolazioni territoriali che hanno consentito in Trentino all'individuazione dei due giovani, un uomo e una donna, nati da famiglie di origini kosovare, inseriti nel contesto sociale, di lavoro e di studio.

 

1. La radicalizzazione

“Il soggetto – spiega il Generale Angelosanto - viene individuato per il rapporto che instaura attraverso i canali Instagram con alcuni appartenenti allo Stato Islamico. Un rapporto che viene portato avanti nel tempo durante il quale il giovane esprimere simpatia e vicinanza allo Stato Islamico e in più occasioni l'indagato manifesta apprezzamenti per alcuni attentati avvenuti in passato in Europa come quello nel 2017 a Manchester”.

 

Le indagini hanno evidenziato nel ragazzo un percorso di radicalizzazione violenta che si è via via non solo accostata al pensiero dello Stato islamico condividendone gli scopi ma anche le azioni in Europa. Tappa fondamentale è stata poi il “giuramento fatto virtualmente nelle mani di un appartenente allo Stato Islamico”. Qui l'immagine diffusa anche dalle forze dell'ordine dove si può vedere il momento in cui il giovane ha un dito alzato, segno del combattente durante il giuramento.

2. La progettazione dell'attentato e la costruzione dell'ordigno esplosivo

Il giovane, per la sua formazione scolastica essendo perito chimico, ma anche per il luogo di lavoro che frequenta, riesce ad accaparrarsi diversi quantitativi di sostanze chimiche precursori per la produzione di un materiale esplodente molto pericoloso che viene riconosciuto come Tatp già usato in passato anche in altri attentati avvenuti in Spagna, Inghilterra, Francia e Belgio da parte degli attentatori appartenenti allo Stato Islamico.

 

“Gli accertamenti che sono stati portati avanti hanno permesso – ha spiegato il generale dei Ros – di sequestrare le sostanze pericolose che erano state accantonate in un deposito. Questo accantonamento dei precursori, avrebbe consentito di sintetizzare fino a 400 grammi di Tatp che equivalgono a circa 300 grammi di tritolo e quindi altamente lesivi”. Da qui la pericolosità del soggetto e la decisione immediata del fermo.

 

 

3. Il viaggio in Nigeria

Sempre dalle indagini sarebbe anche emerso che l'indagato, unitamente alla moglie, aveva progettato la cosiddetta “Egira”, il viaggio verso i teatri di guerra, in particolare verso la Nigeria dove è presente una componente dello Stato Islamico per partecipare ai combattimenti.

 

“Il viaggio – spiega sempre Angelosanto - per chi si è radicalizzato rappresenta da fidelizzazione estrema verso lo Stato Islamico. Ma possiamo ipotizzare che questo sarebbe avvenuto dopo la perpetrazione di un attentato”.

 

Le indagini, per la prima volta, hanno individuato in Italia una persona che, sottolinea il generale dei Ros, si è “radicalizzata in proprio, in casa, auto-addestrandosi sui canali web deve viene diffuso materiale ideologico dello Stato Islamico in lingua francese, inglese e arabo con le istruzione per confezionare anche ordigni”.

 

Nel corso degli ultimi mesi, sempre secondo le indagini, il giovane si sarebbe preparato anche attraverso l'acquisto di vestiario militare da combattente Isis, tagliandosi i capelli e facendosi crescere la barba

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