Bypass, sequestrata un’area del cantiere: la Procura apre un’inchiesta
Secondo le denunce che arrivano dai Notav alcuni terreni, scavati e spostati, non sarebbero stati oggetto di una specifica caratterizzazione: dopo le analisi ordinate dalla Procura è emersa la presenza nel sottosuolo di alcune sostanze oleose in una zona interessata dai cantieri del bypass

TRENTO. È stata la procura di Trento a decidere per il sequestro preventivo di un’area che interessa i tanto contestati cantieri del bypass. Si tratta di un appezzamento di terreno che si trova a nord dello scalo Filzi. La notifica è arrivata sulla scrivania di Rfi nella mattinata di ieri, 29 luglio.
Proprio su quei terreni infatti erano entrati in azione i mezzi pesanti ed erano stati effettuati degli scavi. Tuttavia i Notav stavano seguendo da vicino i movimenti e puntualmente hanno presentato un esposto. Secondo le denunce che arrivano dai vari comitati quei terreni, scavati e spostati, non sarebbero stati oggetto di una specifica caratterizzazione. In altre parole, per i Notav, non sarebbero stati sottoposti alla analisi del caso.
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Ovviamente non è una questione di lana caprina ma riguarda la salute sia dei lavoratori che dei residenti. Non a caso nei giorni scorsi, su indicazione della Procura, i carabinieri del Noe e i tecnici dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (Appa) avevano effettuato alcuni carotaggi nel terreno. La sorpresa è arrivata quando dalle successive analisi è emersa la presenza nel sottosuolo di alcune sostanze oleose.
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Proprio per questo motivo però i lavori “in superficie” potranno proseguire, in attesa di ulteriori analisi e forse di una bonifica ad hoc. Ora l’inchiesta della Procura dovrà stabilire anche se siano state commesse delle infrazioni rispetto alle procedure e ai protocolli previsti per i lavori nei cantieri della circonvallazione ferroviaria.


















