Covid, ''Il cambio delle regole è una responsabilizzazione del cittadino che deve valutare i sintomi'', Zuccali sul vaccino: ''Ne dovremo fare uno all'anno"
Per la responsabile del Dipartimento Prevenzione dell'Apss ci potrebbe essere un nuovo vaccino contro il Covid ogni anno con una dose da fare come per l'influenza. Sulle quarte somministrazioni spiega: "Lo scarto con le terze è però molto grande. Sono più di 350 mila le persone che si sono fatte la terza dose mentre quelli che hanno avuto la somministrazione delle quarte dosi sono poco più di 60 mila"

TRENTO. L’isolamento dura almeno 5 giorni, ma per uscire non serve un tampone negativo: basta non avere più sintomi da 2 giorni. Diversa la situazione per gli immonodepressi e per sanitari.
L'inizio del 2023 ha portato un cambio di regole per quanto riguarda la gestione dei positivi da Covid nel nostro Paese. Un alleggerimento che non deve però portare a pensare che il virus che ha causato milioni di morti sia sparito. “La contagiosità rimane elevata anche se ci troviamo davanti ad un virus con una sintomatologia meno grave” spiega a il Dolomiti la dottoressa Maria Grazia Zuccali, responsabile del Dipartimento prevenzione dell'Apss.
L'evoluzione dell'epidemia in Cina con un forte aumento dei contagi ha fatto scattare l'attenzione sulla possibilità dell'arrivo di nuove varianti e da questo punto di vista sta andando avanti anche in Trentino il monitoraggio dei ceppi presenti.
Dottoressa Zuccali, con le nuove regole introdotte a partire dall'1 gennaio c'è una forte responsabilizzazione dei cittadini. Cosa ne pensa? Non ci sono dei rischi?
Certamente ci troviamo davanti ad una responsabilizzazione rispetto l'assenza di sintomi e una persona deve esserne consapevole.
In particolare occorre stare attenti all'assenza di sintomi respiratori perché questo garantisce nei confronti di una trasmissione dell'infezione. Dal naso che cola alla tosse, se l'infezione si manifesta in questo modo la guarigione da questi sintomi rende più difficile la trasmissione della malattia. La loro assenza per due giorni, purché la persona non sia immunodepressa o un sanitario, permette di evitare il tampone finale.
Rimane l'attenzione però nei confronti dei pazienti immunodepressi che possono fare più fatica a guarire e devono essere controllati con il tampone di guarigione. Ci sono poi le persone che fatto parte di una categoria particolare. Quelli che potrebbero interrompere l'isolamento prima dei 5 giorni purché asintomatici. Sono persone che si scoprono infette senza aver alcun sintomo e la positività viene rilevata quasi per caso o per sintomatologia davvero molto modesta.
Il virus continuerà ad evolversi e c'è la possibilità che si adatterà e troverà il modo di sfuggire all'immunità che abbiamo conquistato con i vaccini. Oggi c'è una nuova vaccinazione antinfluenzale ogni anno. E' probabile che ci sarà un nuovo vaccino contro il Covid ogni anno con una dose da fare?
Potrebbe essere una scelta. Se siamo davanti ad un virus che colpisce in particolare nei mesi invernali si potrebbe decidere di mantenere una vaccinazione con una dose di richiamo una volta all'anno. Tenendo conto, ovviamente, che come nel virus dell'influenza, è fondamentale i monitoraggio per riuscire poi preparare il vaccino adeguato in quel momento. Quindi si, potrebbe essere una dose all'anno, occorre attendere di capire cosa accadrà.
Ma la situazione che si è sviluppata ancora una volta in Cina ci deve preoccupare?
C'è la necessità di continuare a monitorare la situazione. Questo soprattutto nelle gradi città dove ci sono gli aeroporti internazionali. E' importante verificare i ceppi in arrivo dai Paesi diverso dal nostro e dall'Europa per riuscire ad intercettare quelli molto diversi che possono renderci più suscettibili al virus. Le decisioni devono essere prese secondo le evidenza di laboratorio. Per ora la situazione è sotto controllo dalle prime tipizzazioni dei virus in arrivo.
Nelle Rsa in Trentino la situazione sembra essere sotto controllo. Sono pochi i contagi al momento. L'alleggerimento delle misure può portare a nuovi rischi?
Il monitoraggio continuerà ad essere fatto e non ci sono pericoli di nuovi focolai nelel case di riposo. L'attenzione è sempre comunque alta all'interno delle residenze. La popolazione vaccinata ha raggiunto percentuali elevatissime e in questi anni abbiamo imparato molte cose.
A proposito di vaccinazioni come siamo messi in Trentino?
Sulla quarta dose non abbiamo dei grandissimi risultati. Lo scarto con le terze è però molto grande. Sono più di 350 mila le persone che si sono fatte la terza dose mentre quelli che hanno avuto la somministrazione delle quarte dosi sono poco più di 60 mila.
Dal punto di vista del Covid, oggi cosa ci deve preoccupare?
Che arrivino varianti più aggressive o varianti tanto diverse dal virus iniziale e che riescano quindi a 'bucare' il vaccino.














