Crea un tunnel-trappola per la cattura di uccelli da rivendere come richiami vivi al mercato nero, fermato un bracconiere
All'uomo è stata data una sanzione amministrativa di 412 euro per la detenzione delle quattro trappole a scatto. Dovrà invece rispondere in sede penale per avere esercitato l’uccellagione utilizzando una gabbia-trappola e per la detenzione di uccelli utilizzati quali richiami vivi privi di legittima identificazione

VICENZA. Un tunnel in rete nascosto nel fogliame con chiusura a corda: è questa la trappola ideata da un bracconiere di Posina, nell'Alto vicentino, per catturare uccelli da rivendere come richiami vivi.
La segnalazione è arrivata alla Polizia Provinciale di Vicenza da volontari dell’Associazione Cacciatori Federcaccia, in servizio di vigilanza a Posina sotto il coordinamento della Polizia Provinciale stessa.
In un terreno recintato le guardie volontarie avevano trovato un tunnel in rete plastificata di colore nero lungo 7 metri, largo 2 e alto 2. Uno dei due lati lunghi aveva un’apertura con chiusura scorrevole che si azionava attraverso una corda lunga fino a uno sgabuzzino in legno distante circa 10 metri dal tunnel. Dall’interno dello sgabuzzino, attraverso uno spioncino, era possibile vedere quando gli uccelli entravano nel tunnel e soprattutto era possibile ingabbiarli tirando la corda .

All’interno del tunnel, per aumentare la possibilità di cattura, erano posizionati due richiami vivi, un merlo e una cesena chiusi in gabbia. Inoltre nella parte superiore della gabbia erano stati affissi numerosi grappoli di bacche di sorbo degli uccellatori e di uva, alimenti preferiti da molte specie di turbidi, soprattutto nei mesi freddi.

A finire nei guai è stato un uomo di circa 80 anni proprietario del terreno e ideatore della struttura da bracconaggio. Durante la perquisizione all’interno dello sgabuzzino sono state rinvenute anche quattro trappole a scatto in rete per la cattura di avifauna, di cui non è consentita nemmeno la detenzione.
Nell’immediato, gli agenti della Polizia Provinciale hanno quindi smontato il tunnel-trappola, in modo da renderlo non più utilizzabile, hanno liberato il merlo e hanno consegnato la cesena al Centro di Recupero di Arcugnano, viste le condizioni di salute non buone.
All'uomo è stata data una sanzione amministrativa di 412 euro per la detenzione delle quattro trappole a scatto. Dovrà invece rispondere in sede penale per avere esercitato l’uccellagione utilizzando una gabbia-trappola e per la detenzione di uccelli utilizzati quali richiami vivi privi di legittima identificazione. La vendita al mercato nero di un uccello da utilizzare come richiamo vivo può fruttare 100/150 euro e più a capo.


















