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Trento
28 novembre | 09:20

Decine di cani e gatti tra rifiuti, escrementi, malnutriti e disidratati: i carabinieri devono intervenire con mascherine per la puzza. Blitz in una casa in Valsugana

Gli accertamenti sono iniziati grazie ad una segnalazione che indicava un accumulo anomalo di rifiuti di vario genere nel cortile di un’abitazione isolata, i quali talvolta venivano anche incendiati, provocando un cattivo odore che si diffondeva in tutta la zona

Decine di cani e gatti tra rifiuti, escrementi, malnutriti e disidratati
di Redazione

SANT'ORSOLA. La situazione palesatasi agli occhi dei carabinieri era terribile. I cani erano spaventati e aggressivi, tenuti in condizioni tremende, tra gli escrementi (che spesso venivano mangiati dagli stessi animali alcuni dei quali erano in stato di gravidanza), spazzatura, malnutriti e disidratati. Il tanfo era talmente forte che i militari e il personale intervenuto sono dovuti entrare in azione con le mascherine filtranti e bombole di ossigeno per recuperare gli animali e liberarli da quello stato. 

 

L’attività di controllo dei carabinieri della compagnia di Borgo Valsugana con i militari operativi della Stazione di Sant’Orsola Terme, al termine di una meticolosa attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Trento, hanno denunciato un sessantenne del luogo per maltrattamento di venticinque cani, alcuni dei quali cuccioli, e quattro gatti, tutti meticci.

 

Gli accertamenti sono iniziati grazie ad una segnalazione che indicava un accumulo anomalo di rifiuti di vario genere nel cortile di un’abitazione isolata, i quali talvolta venivano anche incendiati, provocando un cattivo odore che si diffondeva in tutta la zona.

 

Dopo la segnalazione, i carabinieri si sono messi subito all’opera per eseguire le prime verifiche, incontrando non poche difficoltà a causa dell’atteggiamento per nulla collaborativo dei proprietari dell’abitazione, una famiglia di cinque persone, che hanno cercato di ostacolare in tutti i modi un controllo approfondito all’interno ed in tutte le pertinenze dell’abitazione. Tuttavia, i carabinieri non si sono arresi ed hanno chiesto ed ottenuto l’emissione di un decreto di perquisizione dalla Procura della Repubblica di Trento, eseguito (data la particolarità della situazione) in sinergia con il servizio veterinario della Provincia Autonoma di Trento, due associazioni animaliste ed i Vigili del Fuoco Volontari del Comune di Sant’Orsola Terme.

 

Una volta presentatisi all’esterno dell’abitazione, di buon mattino, i carabinieri hanno trovato la solita opposizione dei proprietari, i quali si sono rifiutati di aprire per consentire il controllo. A tal punto, i militari sono stati costretti ad avvalersi dell’intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno praticato l’apertura forzata del cancello esterno e della porta dell’abitazione, riuscendo così ad accedere a tutti gli ambienti.

 

Già nel cortile esterno, l’aria era pervasa da un odore insopportabile, mentre per effettuare il controllo all’interno dell’abitazione, tutto il personale impiegato è dovuto ricorrere all’utilizzo di mascherine filtranti e bombole d’ossigeno.

La situazione palesatasi agli occhi dei carabinieri era terribile. I quadrupedi erano spaventati, alcuni aggressivi, in condizioni tremende, tra rifiuti, escrementi (che spesso venivano mangiati dagli stessi animali, alcuni dei quali in stato di gravidanza), malnutrizione e disidratazione. Gli animali vivevano in un ambiente malsano, senza adeguati ripari, esposti alle intemperie.

 

Al termine delle attività, tutti i quadrupedi sono stati posti sotto sequestro, per poi essere ceduti al Comune di Sant’Orsola Terme ed accolti nelle strutture di accoglienza delle associazioni animaliste, dove alcuni privati cittadini si sono già interessati per le prime adozioni, al fine di restituire agli animali dignità affettiva e nuova speranza.

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