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| 31 mar 2023 | 06:01

Fra cabine di regia e task force, Comuni trentini sotto pressione per le tempistiche Pnrr. Gianmoena: ''Le regole sono dettate da Roma e la burocrazia la fa da padrona''

L'impegno che viene portato avanti dalle amministrazioni non è di poco conto. Le difficoltà, soprattutto causate dalla burocrazia, non mancano. Il 20 marzo scorso in Trentino è entrata in funziona l'Unità di missione strategica Pianificazione, Europa e Pnrr della Pat che da appena 10 giorni ha iniziato il lavoro di ricognizione sullo stato dei progetti

TRENTO. Ci si trova davanti ad una vera e propria giungla fatta di burocrazia e di più livelli amministrativi a cui fare riferimento. In aggiunta c'è la necessità di supporti tecnici esterni e soprattutto l'impegno delle amministrazioni comunali a far fronte alle proprie responsabilità cercando una dotazione, quantitativa e qualitativa, di personale.

 

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si sta trasformando in un grosso peso anche per le amministrazioni comunali in Trentino che si trovano a fare i conti con tempistiche rigide da rispettare e interventi di non facile realizzazione. Il tutto da portare avanti assieme all'attività ordinaria

Dagli asili nido alle opere infrastrutturali, a fine febbraio 2023, è stata comunicata dalla stessa Pat la stima del plafond di risorse Pnrr già assegnate o in assegnazione al Trentino che ammonta a circa 1,6 miliardi di euro, comprensivi delle risorse per il bypass ferroviario di Trento

 

Tavoli, cabine di regia e task force

“Quello che abbiamo cercato di fare in Trentino negli scorsi mesi è stato coordinarci per capire come andare avanti” ha spiegato a il Dolomiti il presidente del Cal, Paride Gianmoena, il tutto , però, nella consapevolezza “che le regole le detta Roma. Noi non abbiamo possibilità di intervenire, perché è a livello centrale, in questo caso, che decidono tempi e come fare”.

 

Un impegno, quello messo in campo da parte della Provincia di Trento, assieme al Consorzio dei Comuni, di non poco conto. Il ruolo di coordinamento è stato affidato ad una Cabina di regia e una task force Pnrr, in sinergia con il gruppo paritetico attivato anche dal Consorzio dei Comuni trentini con la struttura provinciale competente in materia di enti locali.

 

Accanto a questo, però, per favorire il confronto e il coordinamento nella realizzazione degli interventi è stato istituito anche un Tavolo permanente di confronto (composto dai rappresentanti provinciali, delle parti sociali e degli enti locali) con funzioni consultive, di verifica dello stato di attuazione dei progetti realizzati nel territorio provinciale e di valutazione delle relative ricadute.

 

In attuazione di una misura del Pnrr, inoltre, viene spiegato sempre dalla Provincia, per migliorare le prestazioni nella pubblica amministrazione trentina nella gestione delle procedure complesse che possono impattare anche sugli interventi previsti dal Piano stesso, è stata attivata una task force di 19 esperti.

 

A partire dal 20 di marzo, inoltre, è entrata anche in funzione l'Unità di missione strategica Pianificazione, Europa e Pnrr che da appena 10 giorni ha iniziato il lavoro di ricognizione sulla stato dei progetti per quanto riguarda il Trentino. Al momento è difficile fare una valutazione complessiva, quello che è certo sta nel fatto che la confusione è tanta.

 

Comuni, carenza di professionalità e i rapporti con Roma

“Anche noi dobbiamo confrontarci con Roma e non sempre è facile”. Il presidente del Consorzio dei Comuni, Paride Gianmoena non nasconde una certa preoccupazione sulla mole di lavoro che occorre portare avanti per riuscire ad 'incasellare' tutto quello che serve per il Pnrr. “Come Comuni – spiega – ci troviamo davanti una situazione molto diversa rispetto al solito. Rispetto, ovviamente, all'arrivo dei finanziamenti direttamente dalla Provincia con la quale vi è una facilità di relazione”.

 

Gianmoena parla di “condizione nuova” e anche di maggiore “difficoltà” rispetto ad altre zone che da sempre si relazionano direttamente con i Ministeri. “Abbiamo situazioni istituzionali e ambiti che sono profondamente diversi al resto d'Italia – spiega ancora Gianmoena – ed è per questo che abbiamo cercato di unire le forze. Ovviamente ci sono poi comuni strutturati che riescono ad affrontare gli impegni altri che invece non sono riusciti a presentare alcun progetto”.

 

A questo si unisce anche un altro nodo ancora irrisolto e che pesa sulle spalle dei Comuni. E' quello della carenza di personale tecnico, di concorsi che rischiano sempre più di andare deserti. Se non si hanno strutture adatte a livello numerico e professionalmente competenti fare qualcosa diventa difficile.

 

Palù del Fersina, 20 milioni

Palù del Fersina-Palai en Bersntol è il comune trentino scelto dalla Giunta provinciale per usufruire del finanziamento previsto dal Pnrr per il recupero di un borgo. Un’opportunità che riguarda non solo l’abitato ai piedi della catena del Lagorai ma tutta la valle dei Mòcheni.

 

Si tratta di uno degli impegni più grassi che arriva dal Pnrr e sul quale si è deciso di incentrare l'intero sviluppo di una valle. E nonostante vi sia l'impegno di Provincia e comuni mòcheni, dal territorio non mancano le preoccupazioni.

“Si sta lavorando assiduamente – spiega il sindaco di Palù del Fersina, Franco Moar - il 2022 non è stato un anno facile dal punto di vista burocratico. Il lavoro portato avanti è stato molto intenso”.

 

Si tratta di 35 interventi che interessano vari settori. Burocrazia e necessità di personale qualificato si stanno facendo sentire. “Dopo la parte amministrativa – spiega Moar – siamo passati a quella partecipativa. Al momento non tutti gli interventi sono ancora partiti. L'impegno che tutti stanno mettendo, comunque, è tanto e l'attenzione è molta alta per il rispetto delle scadenze e dei vari step”.

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