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| 28 ott 2023 | 16:34

"Hanno fatto bene, peccato che non era in auto", ecco alcuni commenti alla notizia dell'incendio dell'auto di un volontario impegnato nella ricerca di trappole illegali

Il fatto è accaduto a Collio, nel bresciano. Mentre le indagini sono in corso, sui social c'è chi commenta così: "non bisogna esagerare a ficcare il naso negli affari degli altri per imporre le proprie idee”, “hanno fatto bene, peccato che non era in auto”. Aiello (Wwf): "Atto vile è stato l'ultimo di una numerosa serie di aggressioni, intimidazioni, attacchi di ogni genere mossi da una corporazione di persone abituata a vivere nell'illegalità che odia le regole e chi le fa rispettare"

"Hanno fatto bene, peccato che non era in auto", ecco alcuni commenti alla notizia dell'incendio dell'auto di un volontario
di Redazione

BRESCIA. C'è chi scrive “come minimo stavano facendo la posta ad un cacciatore di 80 anni al capanno aspettando solo il momento buono per saltargli addosso”, chi “non bisogna esagerare a ficcare il naso negli affari degli altri per imporre le proprie idee”, chi addirittura “hanno fatto bene, peccato che non era in auto”.

 

Sono solo alcuni dei commenti scritti sui social alla notizia dell'episodio avvenuto nei giorni scorsi a Collio, nell'alta Val Trompia, nel bresciano, dove è andata a fuoco l'auto di una guardia volontaria che da anni si occupa di contrasto alla caccia illegale. Un episodio sul quale indagano le forze dell'ordine. Per il Wwf e la associazioni ambientaliste e animaliste si tratta “un gravissimo e vile atto intimidatorio. Serve il massimo impegno istituzionale per identificare gli autori del vile gesto”.

 

Secondo Domenico Aiello, responsabile tutela giuridica della natura Wwf Italia "questo atto vile è stato l'ultimo di una numerosa serie di aggressioni, intimidazioni, attacchi di ogni genere mossi da una corporazione di persone abituata a vivere nell'illegalità che odia le regole e chi le fa rispettare. La cosa più grave - scrive sulla sua pagina Facebook - è che questa feccia è protetta e spalleggiata dalle associazioni dei cacciatori da parte della politica locale e nazionale, indaffarata a stravolgere le regole per consentire loro di continuare ad aggredire la nostra biodiversità e di arricchirsi con i traffici illegali di uccelli selvatici. Questo atteggiamento alimenta l'arroganza e la sfacciataggine di questi soggetti che non si vergognano ad uscire alla luce del giorno ed attaccare anche lo Stato oltre che i volontari (lo si vede dai molti orribili commenti alla notizia dell'auto incendiata)".

 

"Brescia oggi somiglia alla Messina negli anni '80, dove si giustificava (anche politicamente) lo sterminio di migliaia di falchi sacrificati sull'altare della "tradizione A Messina abbiamo vinto noi, ha vinto la legalità, ha vinto la Natura. Vinceremo anche a Brescia" conclude Aiello. 

 

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