Sei capanni dei cacciatori distrutti dal gruppo Alf (FOTO), la rabbia del mondo venatorio: "Atti che qualificano gli autori: a differenza loro, noi aperti al dialogo"
Presi di mira dall'Animal Liberation Front 6 capanni in Bassa Valsugana. Il presidente dei cacciatori trentini Matteo Rensi: "Noi cacciatori a differenza loro siamo disponibili dal confronto costruttivo, e al dialogo. Invece queste persone aggrediscono con violenza e danneggiano gli altri solo perché la pensano diversamente"

TRENTO. "Sono gesti che qualificano le persone che li compiono, atti vandalici da condannare. Sono allibito".
Le parole sono del presidente dell'Associazione cacciatori trentini Matteo Rensi e arrivano a poche ore di distanza da una notte particolarmente movimentata: quella tra domenica 7 e lunedì 8 dicembre, quando nei territori della Bassa Valsugana, nella zona al confine con il Veneto, sono stati presi di mira ben 6 capanni di caccia.

Gli autori del gesto peraltro non hanno mancato di "firmare" le proprie azioni, tra insulti e scritte infamanti: si tratta dell'Animal Liberation Front (Alf), realtà internazionale che si pone l'obiettivo di sabotare e danneggiare chi sfrutta o uccide gli animali, cacciatori in primis.

"Per fortuna - riprende Rensi - questo genere di persone non rappresenta la totalità del mondo animalista, ma solo una piccola parte integralista e violenta. Noi cacciatori a differenza loro siamo disponibili dal confronto costruttivo, e al dialogo. Invece queste persone aggrediscono con violenza e danneggiano gli altri solo perché la pensano diversamente da loro".
"Questi sono atti vandalici gravi, compiuti con odio e violenza: cercheremo di sostenere i proprietari dei capanni in ogni modo, anche con azioni legali che valuteremo a breve. Che io abbia memoria - aggiunge Rensi - è la prima volta che assistiamo a questo genere di atti intimidatori e vandalici, ma ripeto: questi gesti definiscono chi li compie".













