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| 06 apr 2023 | 12:10

Il cellulare vicino ad una chiazza di sangue ed il corpo a decine di metri di distanza: il punto sulla morte di Andrea Papi e sul presunto attacco dell'orso

Grande il lutto in tutta la Val di Sole: il giovane era uscito nel pomeriggio di ieri (5 aprile) per una corsa nel bosco e non ha più fatto ritorno. Si teme che la causa della sua morte sia stata l'aggressione da parte di un orso. La Pat nel frattempo conferma che ad accertare le cause del decesso del 26enne sarà l'autopsia disposta dall'autorità giudiziaria

TRENTO. La partenza per una corsa nel bosco, verso le 16 e 15 di ieri (mercoledì 5 aprile), e poi il tragico ritrovamento del corpo attorno alle 2 e 30 da parte delle squadre di ricerca: sono questi i punti fissi della tragedia che questa mattina (6 aprile) ha sconvolto la comunità di Caldes, in Val di Sole, dove il corpo senza vita del runner 26enne Andrea Papi è stato ritrovato con gravi ferite: si teme che la morte del ragazzo sia stata causata da un'aggressione da parte di un orso (Qui Articolo).

 

"Sarà l'autopsia - scrive Piazza Dante - disposta dall'autorità giudiziaria, a stabilire la causa della morte: tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti figura anche l'aggressione da parte di un animale selvatico". Il giovane, come detto, era partito nel pomeriggio di ieri dal paese, prendendo un sentiero formato da una serie di tornanti nel bosco. Il percorso si sviluppa nelle vicinanze del paese e si tratta dicono gli abitanti, di una delle classiche passeggiate da affrontare nella zona, un tracciato in generale molto utilizzato.

 

L'allarme per la scomparsa di Papi è scattato in serata, quando il giovane non si è presentato ad una cena in programma intorno alle 19. A quel punto sul posto si è attivata un'imponente macchina delle ricerche con l'intervento immediato dei vigili del fuoco del distretto della Val di Sole, supportati poi dagli operatori del soccorso alpino, dalle unità cinofile (con l'intervento anche dei cani di ricerca molecolari), dai droni del corpo permanente dall'alto e dal soccorso alpino della guardia di finanza.

 

Come anticipato, il corpo è stato ritrovato sotto il ciglio della strada forestale diverse ore dopo, intorno alle 3, in località Contre, ai piedi di malga Grum. Il dettaglio che avrebbe permesso ai soccorritori di trovare il cadavere del 25enne, dalle prime informazioni, sarebbe stata la presenza della borraccia del giovane e del suo cellulare lungo il sentiero, nelle vicinanze di una chiazza di sangue. Il cadavere in seguito è stato individuato a diverse decine di metri di distanza grazie all'azione dei cani molecolari.

 

Secondo le prime informazioni le ferite riscontrate sul corpo sarebbero molto gravi ed il consigliere provinciale di Fratelli d'Italia Claudio Cia ha sottolineato che “secondo i primi rilievi, sembrerebbe che il giovane sia stato aggredito sulla strada, trascinato nel bosco e, una volta lì sventrato”. Si tratta, al momento, di ipotesi che dovranno eventualmente essere confermate dalle autorità, che questa mattina si sono recate in Val di Sole (sul posto sono arrivati sia il presidente della Pat Maurizio Fugatti che l'assessora Giulia Zanotelli insieme al dirigente Raffaele De Col).

 

Le autorità provinciali hanno incontrato il sindaco di Caldes Antonio Maini, il presidente della Comunità della Val di Sole Lorenzo Cicolini e tutti i primi cittadini della valle per fare il punto sulle operazioni. Il presidente Fugatti ha anche incontrato la famiglia del giovane per esprimere la propria vicinanza e assicurare l'impegno dell'Amministrazione provinciale sulla questione. Il territorio, fa sapere Piazza Dante, è presidiato dal Corpo forestale trentino che sta compiendo i necessari accertamenti assieme all'arma dei carabinieri

 

Il 5 marzo scorso, in Val di Rabbi, il 39enne Alessandro Cicolini era stato aggredito da un plantigrado mentre si trovava in montagna con il suo cane. In quel caso l'escursionista era rimasto ferito riuscendo a mettersi in salvo e a chiedere aiuto (Qui Articolo). 

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