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Trento
10 luglio | 20:29

Il sindaco obbliga il bar a dotarsi di steward per evitare schiamazzi e caos lungo la via. Ma servono i ''boy scout'' della movida?

Il sindaco di Trento ha firmato un'ordinanza che obbliga l'Angolo dei 33 a dotarsi di personale addetto ai servizi di controllo per evitare i disagi e il caos che si crea in via Calepina in alcune serate. Ma cosa possono fare questi steward? Lo spiega direttamente il Comune: ''Svolgere funzioni di indirizzo, osservazione e sensibilizzazione della clientela, invitando gli avventori a rispettare le regole di civile convivenza al fine di evitare schiamazzi, assembramenti, intralcio alla circolazione sia veicolare che pedonale''

TRENTO. Obbligo di personale addetto ai servizi di controllo per il bar ''Angolo dei 33''. Lo ha deciso il sindaco di Trento Franco Ianeselli che ha firmato un’ordinanza contingibile ed urgente per cercare di risolvere l'annoso problema legato alla movida di via Calepina. Un provvedimento che, però, oltre a costringere il locale di dotarsi di ''steward'' non pare risolvere un granché. Di fatto si va a colpire un'attività costringendola a ''gestirsi'' la partita sulla quiete pubblica, quando, però, non è ben chiaro che possibilità di intervento potrebbero avere davvero questi ''steward'' all'esterno del locale (dove di fatto avviene il caos) che si riducono a delle specie di boy scout della movida (discorso diverso all'interno di un locale ma all'esterno siamo davvero alle raccomandazioni e ai consigli con anche rischi che le situazioni degenerino se mal gestite). 

 

Insomma sarebbe certamente meglio avere sul posto una pattuglia magari della polizia locale sulla cui autorità nessuno avrebbe nulla da ridire e che avrebbe delle reali possibilità d'intervento in caso di reato commesso. Ma tant'è. Spetta ora al privato, da domani fino al 30 luglio (gli converrebbe quasi andare in ferie anche per evitare la spesa cui viene costretto ad ingaggiare questo addetto alla sicurezza), impiegare almeno un addetto al controllo nelle serate di martedì e venerdì, tra le ore 21 e l’orario di chiusura del pubblico esercizio, e per il tempo necessario a evitare lo stazionamento degli avventori nei pressi dei locali.

 

L'imposizione prevede l'impiego di almeno un addetto al controllo, o anche di più in base all’afflusso di clienti, e l’obbligo di comunicare all’indirizzo pec della Polizia locale i nominativi delle persone impiegate e il loro recapito telefonico.

 

''Compito degli steward - spiega il Comune di Trento - è di svolgere funzioni di indirizzo, osservazione e sensibilizzazione della clientela, invitando gli avventori a rispettare le regole di civile convivenza al fine di evitare schiamazzi, assembramenti, intralcio alla circolazione sia veicolare che pedonale''. Insomma di fatto non possono fare praticamente nulla, se non dare consigli, sono delle specie di boy scout della movida

 

Il provvedimento del sindaco è stato attuato a seguito delle numerose segnalazioni ed esposti dei residenti di via Calepina che - nelle giornate di apertura del pubblico esercizio e in particolare nelle serate del martedì e venerdì - lamentano disturbo derivante dallo stazionamento delle persone intente a consumare bevande in prossimità del bar, nonché di episodi di degrado quali l’abbandono di rifiuti, l’intralcio alla circolazione dei mezzi, schiamazzi e situazioni di disturbo della quiete, in gran parte dovuti alla permanenza serale e notturna di gruppi di persone, situazioni che risultano agevolate o aggravate dall'abuso di alcol.

 

L'inottemperanza all’ordinanza prevede una sanzione amministrativa di 178 euro e la decurtazione di 10 punti ai sensi dell'art.7 del regolamento per la convivenza. In caso di reiterazione della violazione (ossia una seconda violazione nell'arco di 365 giorni) è prevista la sospensione dell'attività per 15 giorni consecutivi.

 

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