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Trento
24 novembre | 09:25

Impianti chiusi in Panarotta, il gestore di Malga Masi: "Il nuovo progetto? Siamo stanchi di parole, servono fatti concreti. Io sto pensando di lasciare"

Marco Bogazzi, gestore di Malga Masi, è uno dei pochi titolari di attività rimasti sulla Panarotta nonostante per il secondo anno consecutivo gli impianti siano chiusi: le difficoltà sono tante. "Sto pensando di lasciare tutto, non ho ancora preso la decisione definitiva ma i costi sono insostenibili. In questi anni chi doveva promuovere questa montagna non l'ha fatto"

Impianti chiusi in Panarotta, il gestore di Malga Masi: Il nuovo progetto?

TRENTO. “Qualcuno non apprezza le persone che vogliono mandare avanti la montagna. Magari vogliono la montagna senza nessuno e allora stavolta credo che ce l'avranno davvero”. Marco Bogazzi, gestore di Malga Masi, è uno dei pochi titolari di attività rimasti sulla Panarotta. Da circa due anni ha preso in gestione la struttura che si trova a quota 1.712 metri nel cuore del Lagorai offrendo un servizio e un appoggio fondamentale per una montagna che per tanto tempo sembra essere stata sola, abbandonata dalla politica e dalle istituzioni.

 

Per il rilancio della Panarotta nelle scorse ore la Provincia ha fatto sapere di un nuovo progetto legato ad una cordata di imprenditori di cui fanno parte Stefano Frisanco, titolare della Fratelli Frisanco di Trento, Lorenzo Morelli, alla guida della Morelli Food Service di Novaledo, e Franco Pedrotti, titolare dell’albergo Du Lac di Levico (QUI L'ARTICOLO).

 

Se sembra ormai scontato che gli impianti anche per quest'anno rimarranno chiusi la Provincia non è completamente sicura nemmeno della riapertura per la stagione invernale 2024/2025

 

“In passato mi ero occupato della scuola di sci, del noleggio e tanto altro dando tutto me stesso – ci spiega Bogazzi – e negli ultimi anni ho preso in gestione questa malga. In questa parte di montagna c'è qualcosa di politico che punta a far rimanere tutto così. Ora vediamo come andrà con il nuovo progetto, ma siamo stanchi delle parole”.

 

Un abbandono, quello che ha contraddistinto la Panarotta, che ha fatto male a tutta la comunità vittima anche dell'immobilismo delle istituzioni.

 

“In questo stato – ci dice il gestore di Malga Masi – il mio pensiero è quello di lasciare tutto. Non ho ancora preso una decisione definitiva. Chi doveva promuovere la Panarotta non l'ha fatto. Con questa incertezza, con gli impianti chiusi i costi sono insostenibili e nonostante l'amore per la montagna, andare avanti è difficile”.

 

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