In montagna "Non fidatevi ciecamente delle tracce Gps", l'appello del Soccorso Alpino: "Senza punti di riferimento meglio tornare indietro"
Sono già numerosi gli interventi del soccorso alpino in aiuto ad escursionisti che dopo aver perso l'orientamento sono stati costretti a chiedere aiuto. “Quando camminate – è il messaggio del soccorso alpino - cercate di osservare attentamente l'ambiente attorno a voi, puntando a trovare mano a mano i segnali posti sul vostro tracciato”

BELLUNO. “Non fidatevi ciecamente delle tracce Gps”. Questo l'appello che arriva dal Soccorso Alpino dopo i casi recenti di escursionisti che nel seguire il proprio cellulare sono stati tratti “in inganno” e si sono trovati bloccati in salti di roccia oppure in cespugli di mughi senza più riuscire a ritrovare la giusta strada e dovendo quindi chiedere aiuto.
“Quando camminate – è il messaggio del soccorso alpino - cercate di osservare attentamente l'ambiente attorno a voi, puntando a trovare mano a mano i segnali posti sul vostro tracciato”.
Se per un lungo tratto non si trovano questi segnali meglio percorrere a ritroso il tragitto fino all'ultimo visto e guardare meglio. “In ogni caso – viene spiegato - se vi accorgete che qualcosa non va, la traccia calpestata è sparita, su pietre e ghiaioni non compaiono ometti o bollini, non avete alcun riferimento, le difficoltà aumentano: meglio tornare indietro”.
Sono già numerosi gli interventi del soccorso alpino in aiuto ad escursionisti che dopo aver perso l'orientamento sono stati costretti a chiedere aiuto.
Fra gli ultimi episodi quello avvenuto nelle scorse ore e che ha visto coinvolto un 25enne che ha perso l'orientamento a causa di un'applicazione era rimasto bloccato sopra salti di roccia.
Un'applicazione del cellulare lo aveva portato fuori via, in mezzo ai cespugli di mugo, finché il ragazzo non è più stato in grado di muoversi.













