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| 14 mar 2023 | 05:01

In Trentino nessuno sa quante sono le morti per overdose. Al Ser.D anche ragazzi di soli 16 anni, è allarme per le nuove droghe sintetiche fatte nei laboratori clandestini

Manca una banca dati per raccogliere i drammatici numeri di un fenomeno che continua ad essere presente anche in Trentino. Ai Ser.D di Trento, Riva del Garda e Rovereto sono 1700 le persone seguite e ci sono ragazzi di 16 anni che chiedono aiuto

In Trentino nessuno sa quante sono le morti per overdose

TRENTO. Non sappiamo quanti siano i morti in Trentino per overdose. Un dramma che rimane quindi invisibile alla comunità. A denunciarlo a il Dolomiti nelle scorse settimane era stata la Paola Meina dell'Associazione Famiglie Tossicodipendenti (QUI L'ARTICOLO): “Io non voglio fare polemiche – aveva spiegato – ma davvero i morti per droga sono spariti dalle notizie e continuano invece ad esserci. I numeri per capire un fenomeno sono fondamentali e non ci sono. Servono se una persona vuole fare un fotografia oggettiva di un territorio  per porre poi rimedio ai problemi e adottare politiche adeguate”.

 

Questi numeri, effettivamente, non ci sono perché manca una banca dati che riesca a tenerne traccia. E sempre per quanto riguarda il consumo della sostanze stupefacenti a preoccupare è il consumo delle nuove droghe sintetiche. Un consumo che nel corso degli ultimi anni è esploso. Droghe che riescono a sviare i divieti perché non rientrano subito nelle liste delle sostanze pericolose.

 

Spesso si travestono di nuovo. Con l'aggiunta di componenti mai sperimentate diventano super-droghe, molto più potenti negli effetti che possono scatenare. “Conosciamo gli effetti di queste nuove droghe sintetiche solo quando si presentano da noi le persone che le hanno utilizzate. Riusciamo a individuarle grazie anche all'importante collaborazione con il laboratorio di Sanità Pubblica dell'Apss” ci spiega Ermelinda Levari, responsabile dell'Unità Operativa Dipendenze, SerD di Trento. 

 

Dottoressa Levari per quale motivo non esiste un numero sui morti per overdose? 
E' un dato ricavato da più fronti. Per questo al momento non vengono raccolti in maniera unitaria. Dal punto di vista Istat le morti per overdosi sono classificate come “avvelenamenti” e possono essere qualsiasi tipo di sostanza. Per sensibilizzare le persone si può parlare di tutto ciò che si fa e sono davvero tante le azioni messe in campo. 

 

Quante sono le persone seguite dal Serd.D?
A questo servizio seguiamo circa 1700 persone in totale considerando i tre Ser.D sul territorio a Trento, Riva del Garda e Rovereto. Partiamo circa una ventina di minorenni, dai 16 anni in 18 anni anche se è capitato un 14enne.  

 

Come arrivano da voi queste persone? Come vengono seguite?
In diversi casi sono i diretti interessati che chiedono un aiuto prendendo un appuntamento. Il tempo di attesa è solo di pochi giorni  e al primo incontro si cerca di capire la situazione proponendo una valutazione multidisciplinare che va dall'incontro con il personale medico allo psicologo. A seguire i professionisti si confrontano per ipotizzare poi un programma che viene proposto alla persona con la quale si fa una valutazione assieme. Nel caso si concorda un piano terapeutico e il periodo nel quale seguirlo per poi ritrovarsi e valutare. In altri casi sono in famigliari delle persone con dipendenza da sostanze stupefacenti che ci contattano per chiederci aiuto. 
Solo nel momento in cui i piani terapeutici non sono sufficienti si fa ricordo alle comunità. In Trentino sono quattro e fanno un lavoro molto importante. 

 

Per quanto riguarda le dipendenze, qual è la sostanza più diffusa tra le persone che si sono rivolte al Ser.D?
Al primo posto abbiamo sicuramente l'eroina, poi c'è la cocaina. 

 

Uno dei problemi è il boom di nuove droghe sintetiche. 
Possono essere nuove sostanze di sintesi perché esistono laboratori clandestini che sintetizzano nuove droghe. Noi, in questo caso, ne conosciamo gli effetti solo quando vengono intercettate. Oppure sono sostanze già precedentemente presenti sul mercato ma che ora se ne va un uso diverso.  Nel primo caso possiamo parlare dei cannabinoidi sintetici. In questi laboratori clandestini che sono soprattutto diffuso in Nord Europa o negli Stati Uniti, siccome la cannabis è illegale, sintetizzano delle sostanze molto simili strutturalmente potendole poi venderle perchè non rientrano nelle liste delle sostanze vietate. Sono sostanze di sintesi che ne mimano gli effetti e possono avere anche conseguenze gravi. L'altra possibilità riguarda sostanze già note ma che vengono usate in maniera diversa. Anni fa era stato scoperto anche un collirio usato per via endovenosa.  

 

La situazione è peggiorata dopo il Covid?
Abbiamo assistito ad un aumento trasversale che riguarda non solo le sostanze stupefacenti ma anche l'alcol. Le persone ne hanno incrementato l'uso durante il lock down e poi non sono più riuscite a farne a meno acquisendo un progressivo coinvolgimento. 

 

Un grosso lavoro, abbiamo un dato sulle nuove richieste al Ser.D in un anno? E quanto personale è impegnato? 
In un anno abbiamo nei tre centri in totale 280 – 300 nuove richieste. In tutto sono impegnati 9 medici, 8 infermieri, 3 tecnici della riabilitazione psichiatrica, 8 assistenti sociali e 3 psicologi. 

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