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| 09 set 2023 | 17:22

Kompatscher firma l'autorizzazione per abbattere due lupi: "La specie non è in pericolo"

Il provvedimento di rimozione ha una validità di 60 giorni dalla data della firma.  Le predazioni sarebbero avvenute in quattro alpeggi designati come aree di protezione dei pascoli

di Redazione

BOLZANO. Nonostante il parere arrivato da Ispra, in queste ore il governatore Kompatscher ha firmato l'autorizzazione in base alla quale si prevede l’abbattimento di due lupi in un raggio di 10 chilometri quadrati dalle predazioni accertate.

 

La rimozione è di competenza del Corpo forestale provinciale. L'autorizzazione di rimozione ha una validità di 60 giorni dalla data della firma. Un intervento che va a scontrarsi con il parere arrivato dall'Ispra nel quali si analizzava in maniera approfondita la situazione e si spiega come il 100% delle predazioni erano state fatte in strutture non protette. (QUI e QUI gli APPROFONDIMENTI)

 

La Provincia di Bolzano, attraverso una nota spiega che “A partire dal mese di giugno, diversi capi di bestiame sono stati predati in quattro alpeggi designati come aree di protezione dei pascoli. Le malghe in questione appartengono al Comune di Selva dei Molini e ai comuni limitrofi. I requisiti di base per un'autorizzazione di rimozione sono soddisfatti, secondo la valutazione degli esperti del Servizio forestale provinciale e degli esperti legali della Provincia”.

 

Per l'Amministrazione provinciale guidata da Arno Kompatscher “La popolazione di lupi non è affatto in pericolo: vi sono prove evidenti della presenza di 29 animali e la popolazione è cresciuta costantemente negli ultimi 10 anni. Ciò è confermato anche dal parere del docente universitario Klaus Hackländer, direttore dell'Istituto di biologia della fauna selvatica e gestione della caccia della Università delle risorse naturali e delle scienze della vita di Vienna”.

 

L'autorizzazione, viene spiegato, è stata redatta dagli esperti del Servizio forestale provinciale in collaborazione con l'Avvocatura della Provincia, dopo una profonda analisi delle perizie ricevute dall'Osservatorio faunistico e dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA). Sono state inoltre incluse le valutazioni di esperti esterni. La rimozione è stata decisa in conformità alle disposizioni di legge applicabili e in considerazione della situazione attuale.

 

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