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Abbattimento lupi, ecco perché l'Alto Adige difficilmente potrà mai agire (e il Trentino sì). Ispra: ''Il 100% delle predazioni avvenute senza protezioni"

Nei giorni scorsi Ispra ha inviato alla Provincia di Trento e  a quella di Bolzano il documento con un piano sperimentale di gestione del lupo sul territorio regionale. Vengono fornite indicazioni per la valutazione di eventuali deroghe al divieto di abbattimento. Da qui la linea diversa dell'istituto sulle richieste di prelievo di alcuni esemplari di lupo in Trentino e in Alto Adige 

Di G.Fin - 08 settembre 2023 - 06:01

TRENTO. L'abbattimento di un lupo? Non s'ha da fare. Soprattutto se non sono state messe in atto tutte le misure utili per evitare le predazioni

 

A farlo capire bene è l'Ispra nell'ultimo rapporto “Il lupo nelle province autonome di Trento e Bolzano:  analisi del contesto e indicazioni gestionali” che nelle scorse settimane è stato inviato ai presidenti Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher. 

 

Un rapporto molto articolato nel quale viene analizzata la situazione dei lupi su tutto il territorio regionale e dal quale si può capire, anche, che non vi è un via libera alle richieste dell'Alto Adige. L'Istituto, così facendo, adotta una linea diversa da quella usata con il Trentino dove, come ormai sappiamo, l'Ispra ha espresso parare positivo per il prelievo di due lupi presenti sul versante trentino della Lessina dove hanno causato dei danni

 

Il motivo? La prevenzione. Un aspetto importantissimo. Se in passato il Trentino si è dimostrato attento, non lo è stato l'Alto Adige. Nel rapporto di Ispra, pubblicato nei giorni scorsi da Salto.bz,  infatti, viene messo nero su bianco che il 100% delle predazioni da lupo accertate in Provincia di Bolzano nel periodo 2015-2022 sono avvenute in assenza di misure di prevenzione. 

 

In poche parole, gli agricoltori che si sono visti predare i propri animali non avevano adottato alcuna protezione affinché questo non avvenisse.  Ma procediamo per gradi per riuscire a capire la situazione in Trentino e poi in Alto Adige.

 

TRENTINO

Il documento di Ispra prende in esame le opere di prevenzione disponibili nelle malghe nel periodo 2019-2020. I dati sono stati raccolti dai tecnici del Settore Grandi Carnivori, tramite un’indagine svolta in ciascuna malga nei rispettivi anni e aggiornati al 2021. 

 

Il database comprende 529 strutture a prevalenza di allevamento bovino (348), equino (18), ovicaprino (140) o misto ( 23).

 

Per quanto riguarda le malghe con ovicaprini, 115 (82,1%) delle 140 malghe sono risultate in possesso di almeno una misura di prevenzione. Per quanto riguarda il tipo di misura, in 105 casi si trattava di reti mobili elettrificate, in 5 casi di recinti semipermanenti elettrificati, in 30 casi di misure non specificate. Inoltre, in 8 malghe è risultato esserci un cane da protezione, in 10 malghe di due cani, mentre in una malga sono risultati presenti 5 cani, per un totale di 19 malghe su 140 provviste di cani da guardiania (13,6%). 

 

Delle 348 malghe a prevalenza di bestiame bovino, 54 (15,5%) sono risultate in possesso di almeno una misura di prevenzione. Nello specifico, in 28 casi si trattava di reti mobili elettrificate, in 10 casi di recinti semipermanenti elettrificati, in un caso di box abitativo per la permanenza del pastore, in un caso di dissuasori acustici e visivi, mentre in 14 casi di altre misure non specificate. Tra le malghe in possesso di cani da protezione, in tre casi era presente un solo cane, in 7 malghe erano presenti due cani, in una malga 3 cani e in una 5 cani. 

 

LE PREDAZIONI

Delle 529 malghe totali, 336 sono risultate ricadere all’interno delle aree dei cluster di predazione per il periodo 2020-2022. Di queste, 97 sono risultate malghe a prevalenza di ovicaprini e il 77,3% era provvisto di almeno una misura di prevenzione

 

Le malghe bovine nelle aree dei cluster sono risultate 219, delle quali 36, pari al 16,4% del totale, erano provviste di almeno una misura di prevenzione.  Erano poi presenti 11 malghe a prevalenza di equini, tutte sprovviste di misure di prevenzione, e 9 malghe classificate come miste, delle quali 3 provviste di misure. 

 

EFFICACIA DELLE MISURE DI PREVENZIONE

E' sempre lo studio di Ispra a approfondire l'efficacia delle misure di prevenzione dopo aver verificato la generale disponibilità di opere nelle diverse malghe, è stata valutata, per quanto possibile, la loro effettiva presenza ed efficacia al momento delle predazioni da lupo accertate, identificando alcuni pattern di predazione. 

 

Per ciò che concerne le predazioni su bovini, in 4 dei 140 eventi accertati le misure di prevenzione sono risultate presenti al momento e nel luogo della predazione. Si trattava in tre casi di recinzioni elettrificate mobili, riferite a tre eventi verificatisi nel corso del 2022, mentre nel restante caso, verificatosi durante il 2021, non erano presenti informazioni circa il tipo di misura adottata. 

 

Per quanto riguarda le predazioni su ovicaprini, in 172 dei 364 eventi, pari al 47,2%, era presente almeno un’opera di prevenzione dai danni. Nello specifico, in 131 casi si trattava di reti elettrificate, in 8 casi di cani da guardiania, in 15 casi di recinzioni elettrificate utilizzate in combinazione con cani, in 11 casi di recinzioni non meglio identificate. 

 

ALTO ADIGE

La situazione delle opere di prevenzione fotografata in Alto Adige è risultata ben diversa. In Provincia di Bolzano sembrerebbe non essere mai promosse veramente queste opere. Durante il periodo 2018-2022, sono risultate finanziate un totale di 43 opere di prevenzione contro i danni da lupo. 

 

Di queste, 35 sono risultate essere recinti elettrificati forniti a 32 diverse malghe. In 8 casi si è trattato, invece, della fornitura di cani da guardiania: il numero complessivo di cani è risultato pari a 35, per una media 4,3 cani forniti ad ogni malga, ma con una ampia variazione da caso a caso. 

 

Alle 43 opere di prevenzione vanno aggiunte anche 10 iniziative di miglioramento dei pascoli, tra le quali la creazione di punti di abbeveramento o la costruzione di steccati, che tuttavia non possono essere considerate come misure di riduzione del rischio di predazione. 

 

LA TOTALITA' DELLE PREDAZIONI IN MALGHE NON PROTETTE

Dall’esame dei dati riferiti ai sopralluoghi, viene spiegato nel documento presentato da Ispra,  è emerso che il 100% delle predazioni da lupo accertate in Provincia di Bolzano nel periodo 2015-2022 sono avvenute in assenza di misure di prevenzione

 

Nelle malghe coinvolte, quindi, non erano presenti recinti, elettrificati e non, e nemmeno cani da protezione. 

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