Lo spettacolo dell'aurora sulle Dolomiti? Per la 'fiera del complotto' sono stati gli Usa: “Prove tecniche di Haarp”. La smentita dell'esperto
Umberto Battino, astrofisico nucleare all'Università di Hull (nel Regno Unito) e fellow della Royal Astronomical Society, ha smentito l'ipotesi che da giorni circola sui social con un lungo intervento su Passione Astronomia: ecco le sue parole

TRENTO. Manco a dirlo: il nostro Paese è interessato da un fenomeno straordinario e la 'fiera del complotto' sui social è già al lavoro per trovare nascosti e segreti (si fa per dire) responsabili (come già avvenuto in passato per le alluvioni nelle Marche ed in Emilia Romagna, Qui e Qui Articolo). L'evento in questione è l'aurora (anche se in realtà si tratta in termini tecnici di Sar Arc, o Stable auroral red arches, un fenomeno aurorale diverso dalla famosa aurora boreale) che domenica scorsa (5 novembre) centinaia di migliaia di persone hanno ammirato nei cieli del Centro-Nord Italia. Online infatti i commenti non sono mancati e tra questi, segnala su Passione Astronomia l'astrofisico nucleare all'Università di Hull (e fellow della Royal Astronomical Society) Umberto Battino, in molti hanno legato l'evento all'attività di un sistema di antenne statunitense, Haarp, da anni al centro delle più variegate teorie del complotto.
“'L'aurora boreale/Sar è stata causata da Haarp', 'Prove tecniche di Haarp!', 'Basta fare una ricerca facile facile su Google per capire che è stato Haarp'. Il problema – scrive Battino – è che dopo aver eseguito questa ricerca facile facile bisogna comprendere cosa si legge. Questa è una brevissima e non esaustiva selezione di commenti realmente ricevuti a seguito dell'aurora boreale/Sar visibile dell'Italia del 5 novembre. Coincidenza ha voluto che la collaborazione Haarp, un sistema di antenne in Alaska finalizzato allo studio della ionosfera terrestre, abbia annunciato una serie di esperimenti proprio dal 4 al 7 novembre. Da qui è avvenuto il putiferio sul nuovo complotto. Ora, un complotto per essere tale dovrebbe quantomeno avere un minimo di segretezza, ma allora perché Haarp avrebbe persino annunciato il tutto al mondo intero? Questa è solo la prima delle molte domande che gli autori dei commenti di cui sopra non si sono posti”.
Nel dettaglio, continua l'esperto: “Il programma Haarp (High-frequency active auroral research program) è stato lanciato nel 1990 per ampliare la conoscenza dell'alta atmosfera terrestre, studiandone gli effetti sulla propagazione delle onde radio. Un progetto di valore assoluto, le cui operazioni scientifiche procedono da oltre un ventennio. Ma come funziona Haarp? Essenzialmente, utilizza trasmettitori radio ad alta frequenza per riscaldare piccole regioni della ionosfera. Ciò può provocare dei debolissimi segnali luminosi (utili proprio allo studio della ionosfera), osservabili da chi si trova nei pressi delle antenne. Non sicuramente da chi, come nel caso dell'Italia, si trova a circa 9000 chilometri”.
Ma non è tutto: “Quando è spinto al massimo – scrive l'astrofisico – Haarp immette nell'atmosfera circa 10 MegaWatt. Sapere invece quanta potenza riceve costantemente la Terra dal Sole? Quasi 200 miliardi di MegaWatt. Venti miliardi di volte in più rispetto a Haarp. In che modo quindi Haarp potrebbe fare la differenza? E perché non abbiamo osservato questo tipo di aurore in continuazione dall'Italia da quando Haarp è in funzione (ovvero da una ventina d'anni) se questa sarebbe la causa primaria? Semplicemente perché non c'entra nulla. La verità è infatti ben altra. Le previsioni del Noaa (l'ente nazionale statunitense per il meteo spaziale, hanno previsto una forte tempesta geomagnetica che si è rivelata tale, con Kp 7 (si tratta di un indice che descrive l'attività geomagnetica globale e che va da 0, minimo, a 9, massimo ndr)”.
“Queste tempeste – conclude Battino – si generano per interazione tra vento solare e campo magnetico terrestre. Ricordiamo inoltre che anche lo scorso 26 settembre era stata avvistata l'aurora dalle Dolomiti. Il Sole sta andando verso il picco del suo ciclo ed episodi di questo tipo sono rari, ma possono capitare. Così come, per certi soggetti, pare che sia sempre più rara l'attitudine ad ascoltare chi la scienza la studia ogni giorno come professione, preferendo invece l'improvvisarsi fisici su Facebook. P.s. No, Haarp non può controllare le menti, né manipolare il meteo e nemmeno provocare terremoti (sì, esistono persone che lo pensano davvero)”.












