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L'orsa Amarena è stata uccisa a fucilate. Aveva due cuccioli, il Parco: "Fatto gravissimo: non esistono giustificazioni"

"L'episodio è un fatto gravissimo che arreca un danno enorme alla popolazione che conta una sessantina di esemplari, colpendo una delle femmine più prolifiche della storia del Parco. Ovviamente non esistono motivazioni di nessuna ragione per giustificare l'episodio visto che Amarena, pur arrecando danni ad attività agricole e zootecniche, sempre e comunque indennizzati anche fuori dai confini dell'area contigua, non aveva mai creato alcun tipo di problema all'uomo"

Di S.D.P. - 01 settembre 2023 - 07:45

SAN BENEDETTO DEI MARSI. Erano immagini bellissime, quelle che arrivavano nei giorni scorsi dall'Abruzzo, dell'ormai conosciuta orsa Amarena a spasso per San Sebastiano dei Marsi, frazione di Bisegna, insieme ai suoi cuccioli. Un momento che non potrà più riaccadere, perché il plantigrado è stato barbaramente ucciso da una fucilata la scorsa notte, 31 agosto, intorno alle 23.

 

A dare la terribile notizia è il Parco Nazionale d'Abruzzo: "Alle 23 circa di questa sera l'orsa Amarena è stata colpita da una fucilata esplosa dal signor L.A. alla periferia di San Benedetto dei Marsi, fuori dal Parco e dall'area contigua".

 

Dopo quanto avvenuto, sul posto si sono prontamente portate le guardie del Parco, che si trovavano già in zona "in servizio di sorveglianza, vista l'area in cui Amarena era scesa coi suoi cuccioli - si legge nella nota pubblicata dall'Ente -. Sul posto è intervenuto il veterinario con la squadra di pronto intervento, che però ha potuto solo accertare la morte dell'orsa vista la gravità della ferita". 

 

L'uomo che ha sparato è già stato identificato dai guardaparco "e sottoposto ai rilievi dei carabinieri", che stanno ora ricostruendo le dinamiche dei fatti. Nel frattempo, i guardaparco si sono messi al lavoro per cercare i piccoli di Amarena, "per valutare il da farsi".

 

"L'episodio è un fatto gravissimo - concludono dal Parco Nazionale d'Abruzzo - che arreca un danno enorme alla popolazione che conta una sessantina di esemplari, colpendo una delle femmine più prolifiche della storia del Parco. Ovviamente non esistono motivazioni di nessuna ragione per giustificare l'episodio visto che Amarena, pur arrecando danni ad attività agricole e zootecniche, sempre e comunque indennizzati dal Parco anche fuori dai confini dell'area contigua, non aveva mai creato alcun tipo di problema all'uomo". 

 

 

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