Manifestazione per la pace a Trento, Ferrari porta la bandiera ucraina ma qualcuno le chiede di abbassarla (VIDEO). Ugo Rossi: “E la deputata Pd obbedisce”
Sui social le immagini della manifestazione organizzata il 25 febbraio in Piazza Duomo sono diventate virali, mentre il video nel quale alcuni dei partecipanti all'iniziativa chiedono di riporre le bandiere ucraine ha raggiunto migliaia di persone. Oggi è arrivato anche il commento dell'ex presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi

TRENTO. “Quella bandiera ripiegata, e la deputata Pd obbedisce”. Sono queste le poche parole con il quale l'ex presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi commenta le immagini, diventate ormai virali sui social, della manifestazione per la pace organizzata il 25 febbraio a Trento, nel corso della quale alcuni dei partecipanti hanno chiesto di abbassare le (poche) bandiere ucraine presenti in Piazza Duomo.
Quella bandiera ripiegata.... e la deputata PD obbedisce... https://t.co/5tkOJ2FKg1
— ugo rossi (@UgoGma) February 27, 2023
Una di queste era nella mani proprio della parlamentare dem Sara Ferrari, confrontata da un gruppetto di partecipanti all'iniziativa che le hanno chiesto di mettere via la bandiera giallo-azzurra. “Ma dillo – le ha poi intimato una delle partecipanti – che Zelensky è stato votato perché cercasse una soluzione di pace con la Russia”. Poco prima una donna ucraina si è rivolta ad alcuni partecipanti: “Ma cosa fate voi per la pace qua? La pace per la Russia?”.
At peace rally in Trento (Italy) yesterday, Ukrainian flags were not allowed. https://t.co/5G4b1VaYPR
— Mauro Gilli (@Mauro_Gilli) February 26, 2023
Le immagini, come detto, sono state condivise sui social da moltissimi utenti (tra i quali anche Mauro Gilli, ricercatore in tecnologia militare e sicurezza internazionale al Politecnico di Zurigo), raggiungendo migliaia di persone e ottenendo risonanza a livello nazionale.
“Mi hanno detto di abbassare la bandiera Ucraina – aveva spiegato negli scorsi giorni a il Dolomiti Sara Ferrari – altrimenti ci sarebbe voluta anche quella della Russia. Questa non era la linea degli organizzatori, come regola ci è solo stato detto di non portare la bandiera di partito. Siamo qui per testimoniare solidarietà a questo popolo che in questo momento si trova sotto le bombe. La diplomazia deve accelerare e dobbiamo aiutare chi è stato offeso a difendersi, su questo non si retrocede” (Qui Articolo).
Nel frattempo gli organizzatori dell'evento hanno commentato la vicenda in una nota: “Spiace – hanno scritto – che l'inopportuna iniziativa di poche persone, peraltro estranee all'organizzazione diretta dell'evento, di non accettare la presenza di bandiere ucraine, abbia deviato l'attenzione dal successo e dal gradimento di una grande manifestazione di pace” (Qui Articolo). Questo il comunicato integrale del presidente del Forum per la Pace Massimiliano Pilati.
La manifestazione di ieri, promossa da Cantiere di Pace, Forum trentino per la pace e i diritti umani, Acli, Arci, Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Movimento Nonviolento, Centro Pace Ecologia e Diritti umani di Rovereto, Oikos Bios e con l’adesione di oltre trenta sigle, ha portato in piazza più di mille persone a conferma del successo dell’iniziativa e della forte adesione popolare all’appello per il cessate il fuoco e l’avvio di iniziative diplomatiche così come prospettato dalla coalizione Europe for Peace.
Siamo convinti che i rischi connessi all’escalation militare a cui stiamo assistendo portino inevitabilmente verso il baratro di una guerra totale dagli esiti imprevedibili quanto tragici: per questo è necessario sostituire alla logica delle armi, quella della politica e della diplomazia.
Abbiamo pertanto agito nella consapevolezza di una scelta dolorosa, ma di profondo rispetto per il popolo ucraino e per il suo legittimo diritto alla difesa e proprio per questo siamo convinti che una grande iniziativa politica e l’avvio di trattative di pace possano evitare un ulteriore quanto inutile spargimento di sangue.
Le guerre moderne, sostenute dalle tecnologie nucleari, non possono rappresentare alcuna soluzione per il superamento dei conflitti. Continueremo pertanto ad impegnarci anche nei prossimi mesi per fare pressione sul governo italiano ed europeo per avviare serie iniziative di pace.
Come organizzatori della manifestazione ci siamo impegnati nella costruzione di relazioni di mediazione fra le diverse anime dell’arcipelago pacifista e democratico arrivando ad una piattaforma unitaria capace di rispettare le varie posizioni presenti in questo momento. Lo spirito della manifestazione, condiviso dalle numerose sigle organizzatrici e aderenti, è stato pertanto quello di un incontro plurale, all’insegna della pace e del superamento nonviolento di un conflitto che non può continuare.
Spiace pertanto che l’inopportuna iniziativa di poche persone, peraltro estranee all’organizzazione diretta dell’evento, di non accettare la presenza di bandiere ucraine, abbia deviato l’attenzione dal successo e dal gradimento di una grande manifestazione di pace. Ci siamo prontamente chiariti sia con chi si è sentito attaccato da tali esternazioni, sia con i membri della comunità ucraina e, anche con loro, abbiamo proseguito la manifestazione. Nelle nostre iniziative le bandiere di tutti i paesi del mondo vittime della guerra, compresa ovviamente quella ucraina, saranno sempre accolte con spirito di amicizia, condivisione e fraternità.













