"Riavvolgere le bandiere dell'Ucraina è uno sfregio al suo popolo". Maestri sulla fiaccolata contro la guerra: "La Russia non è sullo stesso piano degli aggrediti"
Alla manifestazione che si è svolta ieri in piazza Duomo si sono verificati diverse aggressioni verbali da parte di alcuni partecipanti contrari alla bandiera giallo-azzurra. La segretaria provinciale del Pd: "Chi ha a cuore i valori della libertà e della democrazia non può non sventolare la bandiera dell'Ucraina. La pace non è neutra"

TRENTO. "Si può e si deve manifestare per la pace. Come oggi si è fatto in piazza Duomo, qui a Trento. Ma non si possono mettere sullo stesso piano l'aggredito e l'aggressore negando persino lo sventolio delle bandiere ucraine e stigmatizzando chi le portava". Così la segretaria provinciale uscente del Pd Lucia Maestri risponde all'articolo de il Dolomiti in cui sono state riportate le aggressioni verbali da parte di alcuni manifestanti contrari al utilizzo della bandiera dell'Ucraina durante la fiaccolata per dire no alla guerra.
E' questo quanto avvenuto ieri (25 febbraio) nella piazza simbolo di Trento, intorno alle 17.30, durante la manifestazione "La pace è la vittoria di cui abbiamo bisogno", organizzata dal Cantiere di Pace, Forum trentino per la pace e i diritti umani, Acli, Arci, Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Movimento Nonviolento, Centro Pace Ecologia e Diritti umani di Rovereto.
In centinaia sono scesi in strada per dire no alla guerra, a un anno dallo scoppio del conflitto. Proprio in questa occasione sono state sventolate moltissime bandiere per la pace, mentre erano molto rare quelle per l'Ucraina. E le poche presenti sono state duramente criticate, invitando chi le portava ad abbassarle.
"Chi ha a cuore i valori della libertà e della democrazia non può non sventolare quella bandiera - prosegue Maestri -. Sì quella dell'Ucraina. Perché Ucraina e Russia non sono uguali. Nemmeno di fronte al concetto di pace". Tra i pochi a presentarsi "senza vergogna" con la bandiera giallo-azzurra il presidente dell'associazione EUcraina, Giovanni Kessler, il segretario della Cgil Andrea Grosselli, la deputata del Pd Sara Ferrari e i rappresentanti dell'Associazione culturale degli ucraini in Trentino Rasom.
"Chiedere di riavvolgere le bandiere dell'Ucraina è uno sfregio all'Ucraina e al suo popolo - conclude la segretaria provinciale -. E ai valori che tutti dovremmo praticare e difendere. E non c'è 'senza se e senza ma' se non si riconoscono i fondamentali che ripeto albergano dentro la distinzione tra un aggredito e un aggressore. La 'pace' non è neutra".













