Contenuto sponsorizzato
Trento
25 febbraio | 20:04

Tante persone alla manifestazione per la Pace di Trento ma le bandiere dell'Ucraina non sono ben accette: "Aggrediti da alcuni partecipanti per farcele abbassare"

A un anno di distanza dall'inizio del conflitto sono state organizzate due distinte manifestazioni nel capoluogo trentino, una in piazza Battisti da "Liberi, oltre le illusioni" dichiaratamente a sostegno dell'Ucraina, l'altra in piazza Duomo con un corteo di centinaia di persone. Una manifestante alla fiaccolata: "Via le bandiere ucraine. Non mi era stato detto che ci sarebbero state, altrimenti non sarei venuta"

Tante persone alla manifestazione per la Pace di Trento ma le bandiere dell'Ucraina non sono ben accette
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. Attacchi contro chi aveva la bandiera dell'Ucraina oggi alla manifestazione per "fermare la guerra" in piazza Duomo. "Via le bandiere ucraine. Non mi era stato detto che ci sarebbero state, altrimenti non sarei venuta", ha detto una manifestante sotto gli occhi de il Dolomiti, rivolgendosi al presidente dell'associazione EUcraina, Giovanni Kessler. Lui è stato tra i pochi, insieme al segretario della Cgil, Andrea Grosselli, la deputata del Pd Sara Ferrari e l'Associazione culturale degli ucraini in Trentino Rasom, a scendere in strada "senza vergogna" con la bandiera giallo-azzurra.

 

"La nostra associazione esprime piena solidarietà agli ucraini - risponde Kessler alla provocazione -, senza vergogna. Se le condizioni sono abbassarla io non ci sto". Ad aggiungersi anche la voce del segretario della Cgil: "Non c'è da sollevare polemiche. Io sto dalla parte dell'Ucraina, siamo qui anche per questo con la bandiera giallo-azzurra".

 

Erano in centinaia le persone radunate per la manifestazione a un anno di distanza dall'inizio del conflitto, in una piazza dove erano presenti tante bandiere per la pace, ma dove al contempo erano poco accette quelle dell'Ucraina.

 

Tra i partecipanti infatti si sono verificati diversi attacchi verbali contro chi aveva la bandiera a sostegno del popolo ucraino, a partire dalla deputata dem Ferrari che conferma: "Mi hanno detto di abbassarla - sostiene - altrimenti ci sarebbe voluta anche quella della Russia. Questa non era la linea degli organizzatori, come regola ci è solo stato detto di non portare la bandiera di partito. Siamo qui per testimoniare solidarietà a questo popolo che in questo momento si trova sotto le bombe. La diplomazia deve accelerare e dobbiamo aiutare chi è stato offeso a difendersi, su questo non si retrocede".

 

Oggi sono state due le manifestazioni per dire no alla guerra e in solidarietà al popolo ucraino organizzate nel capoluogo trentino. Il primo un sit-in in piazza Cesare Battisti dalle 13, promosso dall'associazione culturale "Liberi, oltre le illusioni". Alle 17 e 30 invece la fiaccolata "La pace è la vittoria di cui abbiamo bisogno", organizzata dal Cantiere di Pace, Forum trentino per la pace e i diritti umani, Acli, Arci, Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Movimento Nonviolento, Centro Pace Ecologia e Diritti umani di Rovereto, che hanno accolto l'appello "Europe for Peace".

 

Il corteo luminoso ha sfilato per le vie del centro storico per chiedere il cessate il fuoco, il dialogo e i negoziati di pace per costruire un’Europa sicura e pacifica per tutti e mostrare solidarietà al popolo ucraino e alle vittime di tutte le guerre, le violenze, le repressioni e le discriminazioni nel mondo.

 

LA FIACCOLATA "LA PACE E’ LA VITTORIA DI CUI ABBIAMO BISOGNO"

"Questa guerra va fermata subito". E' questo l'appello lanciato da Cantiere di Pace, Forum trentino per la pace e i diritti umani, Acli, Arci, Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Movimento Nonviolento, Centro Pace Ecologia e Diritti umani di Rovereto. "Condanniamo l’aggressore, rispettiamo la resistenza ucraina, ci impegniamo ad aiutare, sostenere, soccorrere il popolo ucraino, siamo a fianco delle vittime. Siamo con chi rifiuta la logica della guerra e sceglie la nonviolenza".

 

Inaccettabile viene definita "l'invasione dell’Ucraina da parte della Russia, che ha riportato nel cuore dell’Europa la guerra, che si avvia a diventare un conflitto globale tra blocchi militari con drammatiche conseguenze per la vita e il futuro dei popoli ucraino, russo e dell’Europa intera. Siamo vicini e solidali con la popolazione colpita, con i profughi, con i rifugiati costretti a fuggire, ad abbandonare le proprie case, il proprio lavoro, vittime di bombardamenti, violenze, discriminazioni, stupri, torture".

 

Per questo viene chiesto il "cessate il fuoco subito per negoziare la pace - concludono nel messaggio -. L'Onu convochi una Conferenza internazionale di pace e vengano messe al  bando tutte le armi nucleari".

 

IL SIT-IN DI LIBERI, OLTRE LE ILLUSIONI

"Siamo vicini all'Ucraina in difesa della loro autodeterminazione", dichiara il vice presidente dell'associazione culturale e apolitica Alvise Spagnolli. "Sosteniamo il popolo ucraino e la sua autodifesa, favorevoli a una pace seguendo però anche la volontà del popolo ucraino sul come e sul quando. Il mezzo della guerra è stato imposto da Putin".

 

Liberi non ha partecipato alla fiaccolata. "Ci discostiamo dal messaggio 'stop alle armi' - conclude Spagnolo - perché così si lascia ancora più spazio a Putin. E su questo non siamo d'accordo".

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Economia
| 05 agosto | 20:41
Il presidente di Confindustria Trentino dopo la presentazione del Piano industriale Trentino 2040: “Obiettivi ambiziosi? Sì, ma programmare il [...]
Cronaca
| 05 agosto | 19:41
La denuncia è della consigliera provinciale altoatesina Brigitte Foppa che sottolinea: "E la sostenibilità dov'è? Abbiamo veramente [...]
Montagna
| 05 agosto | 13:51
La denuncia della pagina social Laggio Lajo di Cadore: "Magari a casa vostra lo potete anche fare al lato della strada ma non qui in Cadore. Noi [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato