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| 26 feb 2023 | 19:39

''In piazza più di mille persone ma attenzione catalizzata dalle poche contro le bandiere ucraine. Spiace''. Prossima volta bandiere di Pace e Ucraina unite?

Il presidente del Forum per la Pace, capofila della manifestazione di ieri a Trento, analizza quanto accaduto dicendosi dispiaciuto che l'attenzione dell'evento sia stato catalizzato dai pochi che hanno criticato chi voleva esporre la bandiera dell'Ucraina. Visto che sono pochi e che non hanno, evidentemente, capito il senso della manifestazione perché non rinunciare a loro ed esporre come organizzatori direttamente le due bandiere unite? La pace la chiediamo per loro, in fondo, non solo per noi, giusto?

In piazza più di mille persone ma attenzione catalizzata dalle poche contro le bandiere ucraine

TRENTO. ''Spiace che l’inopportuna iniziativa di poche persone, peraltro estranee all’organizzazione diretta dell’evento, di non accettare la presenza di bandiere ucraine, abbia deviato l’attenzione dal successo e dal gradimento di una grande manifestazione di pace''. Con queste parole il presidente del Forum per la Pace Massimiliano Pilati, tra gli organizzatori dell'evento di ieri in centro a Trento, ha commentato quanto avvenuto ai pochissimi che pensavano fosse importante mostrare la bandiera dell'Ucraina a una manifestazione per la pace diciamo noi, in Ucraina. Perché, a conti fatti, a questo si ipotizza dovesse servire la manifestazione di ieri.

 

Eppure chi ha provato a mostrarla quella bandiera è stato attaccato, in momenti diversi e da persone diverse (a un'aggressione verbale abbiamo assistito anche noi de il Dolomiti con tanto di frase ''se c'è la bandiera dell'Ucraina deve esserci anche quella della Russia'' e ''se lo sapevo che c'era questa bandiera non venivo'' come se chi sta massacrando un popolo possa essere messo sullo stesso piano di quel popolo che viene massacrato). L'equivoco, ovviamente, nasce a monte: in quella piazza dovevano essere gli organizzatori a sfilare con le bandiere dell'Ucraina e con quella della Pace unite per evitare quel che poi è accaduto e quindi che i pochi (speriamo anche se sappiamo bene che l'opinione pubblica italiana si sta sempre più radicalizzando in questo senso) che per antiamericanismo (e ci mettiamo anche i ''no Nato''), benaltrismo (''eh va bene ma allora gli americani cosa hanno fatto in Afghanistan e Iraq'') e cerchiobottismo (''ah ma lo capite che questa guerra è cominciata nel 2014 in Donbass?'') che ormai hanno in qualche modo in antipatia l'Ucraina, perché, a conti fatti, ha rovinato la ''nostra'' pace, si presentassero in piazza.

 

Pilati, giustamente, si compiace che fossero più di mille le persone alla manifestazione, tante, tantissime, e allora a qualcuna si poteva anche rinunciare se era per la giusta causa di lanciare il messaggio come lo si intendeva lanciare: pace in Ucraina. Sul come le posizioni sono varie e variopinte ma sul concetto di ''pace in Ucraina'' siamo tutti d'accordo perché la follia di Putin che sta massacrando un popolo intero deve terminare il prima possibile e quella gente che muore sotto le bombe, costretta a difendersi come può, a lottare per la propria libertà, deve tornare a vivere in pace. In pace come accadeva prima che la Russia, tradendo ogni parola data, ogni trattato internazionale, disattendendo ogni trattativa portata avanti fino a quel momento, ha invaso l'Ucraina. Un precedente pericolosissimo per la pace del mondo negli anni a venire. Un precedente che se ''accettato'' potrebbe creare scenari drammatici per il futuro di tutti noi, un effetto domino da Secolo Breve.

 

E allora le due bandiere unite, Pace e Ucraina: se fossimo al posto di chi è chiuso in uno scantinato sotto i bombardamenti cosa ci darebbe più conforto? Sapere che gli europei manifestano in piazza per una generica pace (quindi prima di tutto pace per noi stessi) o per la pace di chi è vittima della guerra? 

 

Questo il comunicato integrale del presidente del Forum per la Pace sulla manifestazione di ieri.    

 

 

La manifestazione di ieri, promossa da Cantiere di Pace, Forum trentino per la pace e i diritti umani, Acli, Arci, Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Movimento Nonviolento, Centro Pace Ecologia e Diritti umani di Rovereto, Oikos Bios e con l’adesione di oltre trenta sigle, ha portato in piazza più di mille persone a conferma del successo dell’iniziativa e della forte adesione popolare all’appello per il cessate il fuoco e l’avvio di iniziative diplomatiche così come prospettato dalla coalizione Europe for Peace. 

 

Siamo convinti che i rischi connessi all’escalation militare a cui stiamo assistendo portino inevitabilmente verso il baratro di una guerra totale dagli esiti imprevedibili quanto tragici: per questo è necessario sostituire alla logica delle armi, quella della politica e della diplomazia. 

 

Abbiamo pertanto agito nella consapevolezza di una scelta dolorosa, ma di profondo rispetto per il popolo ucraino e per il suo legittimo diritto alla difesa e proprio per questo siamo convinti che una grande iniziativa politica e l’avvio di trattative di pace possano evitare un ulteriore quanto inutile spargimento di sangue. 

 

Le guerre moderne, sostenute dalle tecnologie nucleari, non possono rappresentare alcuna soluzione per il superamento dei conflitti. Continueremo pertanto ad impegnarci anche nei prossimi mesi per fare pressione sul governo italiano ed europeo per avviare serie iniziative di pace. 

 

Come organizzatori della manifestazione ci siamo impegnati nella costruzione di relazioni di mediazione fra le diverse anime dell’arcipelago pacifista e democratico arrivando ad una piattaforma unitaria capace di rispettare le varie posizioni presenti in questo momento. Lo spirito della manifestazione, condiviso dalle numerose sigle organizzatrici e aderenti, è stato pertanto quello di un incontro plurale, all’insegna della pace e del superamento nonviolento di un conflitto che non può continuare. 

 

Spiace pertanto che l’inopportuna iniziativa di poche persone, peraltro estranee all’organizzazione diretta dell’evento, di non accettare la presenza di bandiere ucraine, abbia deviato l’attenzione dal successo e dal gradimento di una grande manifestazione di pace. Ci siamo prontamente chiariti sia con chi si è sentito attaccato da tali esternazioni, sia con i membri della comunità ucraina e, anche con loro, abbiamo proseguito la manifestazione. Nelle nostre iniziative le bandiere di tutti i paesi del mondo vittime della guerra, compresa ovviamente quella ucraina, saranno sempre accolte con spirito di amicizia, condivisione e fraternità. 

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