Contenuto sponsorizzato

Quirico, Sorina, Babiak e il confronto sull'Ucraina e i possibili scenari. Kessler: “Il cessate il fuoco non porterà a una soluzione”

A due anni dall'escalation della guerra, le associazioni e i cittadini trentini ribadiscono la solidarietà nei confronti del popolo ucraino. Alle 14.30, la manifestazione in piazza Dante: “Chiedere il cessate il fuoco non porterà a una soluzione”

Di Alissa Claire Collavo - 24 febbraio 2024 - 20:39

TRENTO. Si è tenuto questa mattina, nella Sala di rappresentanza della Regione, il confronto pubblico sul tema “La resistenza dell'Ucraina, il ruolo dell'Europa, il mondo dei tiranni”, promosso dall'Associazione culturale degli ucraini in Trentino “Rasom” e da EUcraina.

 

Quattro gli interventi, ognuno con una prospettiva diversa, che assumono particolare rilevanza nel giorno dell'anniversario dell'invasione russa, il 24 febbraio 2022.

 

Domenico Quirico, giornalista e inviato de La Stampa, di guerre ne ha viste e raccontate molte, “a cominciare da quella in Mozambico”, e in ognuna di queste, a un certo punto, si è perso di vista il fattore umano, facendo emergere l'”insignificanza dell'uomo”.

 

Una guerra, quella che si sta combattendo in Ucraina, che Quirico definisce “comoda, perché fruibile da tutti attraverso qualsiasi canale”.

 

Una guerra “di trincea” che ricorda le dinamiche della Prima guerra mondiale, dove “contavano le munizioni più degli uomini”, afferma Quirico, ricordando come il punto di realizzazione della reale gravità di un conflitto sia l'errata conta dei morti. Quando questo accade, “gli uomini non comandano più la guerra, ma è la guerra che comanda gli uomini”. Un limite sottile, facilmente valicabile.

 

Marina Sorina, scrittrice, traduttrice e attivista ucraina, si sofferma invece sulla nozione di identità e "sulla scelta consapevole e sofferta degli ucraini di separarsi dall'identità russa e resistere, anche a costo della vita".

 

Un processo di ucrainizzazione fortemente voluto dalla popolazione (per questo motivo, si parla di ucrainizzazione “dal basso”, a differenza della russificazione imposta “dall'alto”) che contribuisce alla costruzione e al rafforzamento dell'orgoglio nazionale.

 

Don Augustyn Babiak, storico e teologo, nonché parroco della comunità greco-ortodossa degli ucraini di Trento, dà una visione del conflitto dal punto di vista spirituale e religioso, citando tra gli altri Paolo VI il quale “sosteneva che la pace non è assenza di guerra ma desiderio di cercare, ogni giorno, l'armonia”.

 

“Per costruire la pace occorre la virtù della perseveranza del bene”, afferma, ricordando come, nel caso dell'Ucraina, solo “il tempo contribuirà a sanare le ferite profonde”. E di pace (che non esclude il coinvolgimento delle armi, per ottenerla) parla anche Giovanni Kessler, presidente dell'associazione EUcraina, recentemente rientrato dalla sua sesta missione in Ucraina dall'inizio della guerra.

 

"Lunedì ero a Sloviansk – racconta – e dopo aver sentito un'esplosione molto vicina, ho chiesto alla famiglia con cui mi trovavo se avessero paura. Mi hanno risposto che non hanno paura delle bombe ma dell'invasione russa (in un territorio che doveva essere liberato proprio dai russi)”.

 

"Gli ucraini non vogliono il cessate il fuoco", spiega Kessler, e combattono "non per annientare la Russia ma per difesa". In questo, è fondamentale il contributo occidentale: "la gente chiede di stare dalla loro parte, con le armi ma anche con le munizioni, principalmente per l'artiglieria". E' l'Occidente a giocare una partita importantissima in questa vicenda: si dovrebbero inasprire ulteriormente le sanzioni, avere il coraggio di finanziare l'Ucraina e la sua ricostruzione con le risorse sequestrate a oligarchi e compagnie russe (si parla di 300miliardi di dollari) e si deve continuare ad armare questo popolo costretto a difendersi ma che necessiterebbe delle risorse per compiere una vera controffensiva.

 

La resa insomma non è contemplata. "Se l'Ucraina cessa di combattere, non ci sarà più l'Ucraina".

 

Cosa fare dunque per aiutare gli ucraini? “Sostenere le associazioni ucraine presenti sul territorio – suggerisce Marina Sorina – e aiutare i profughi, non come gesto di carità” ma con uno spirito altruista e solidale, dando una mano a persone con capacità, “per esempio con opportunità di lavoro”.

 

Nel pomeriggio, in piazza Dante, la manifestazione solidale “Con te, Ucraina” alla presenza delle autorità, tra cui la vice sindaca, Elisabetta Bozzarelli e il presidente del Consiglio provinciale, Claudio Soini, dei rappresentanti delle associazioni e di alcuni cittadini ucraini residenti in Trentino.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Politica
24 aprile - 19:25
Nel 2020 era stato annunciato come candidato sindaco, poi le elezioni saltarono e, alla successiva tornata elettorale, non venne riproposto. "Era [...]
Cronaca
24 aprile - 19:01
L'allarme è stato lanciato attorno alle 17.30, sul posto i vigili del fuoco, i soccorsi sanitari e anche il soccorso alpino della stazione di [...]
altra montagna
24 aprile - 19:00
Il quotidiano diretto da Claudio Cerasa ha selezionato il podcast di Andrea Bettega per L'AltraMontagna, Alpigrafismi, tra i cinque “da non [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato