Manifesti pro Russia a Trento, il sindaco: "Messaggio sbagliato, assoluta vicinanza al popolo ucraino. Censurare? Faremmo il loro gioco. A novembre sarò a Leopoli"
I manifesti sono apparsi in città e riportano il logo di Cub Trento e Uniamoci. Con la scritta "La Russia non è il mio nemico" erano apparsi in altre zone d'Italia, a Roma erano stati rimossi dopo l'intervento nell'ambasciata ucraina

TRENTO. “Il popolo russo non è mio nemico. Stop all'invio di armi”. Questo il messaggio riportato su alcuni manifesti pro Russia comparsi negli spazi gestiti dal Comune di Trento. Oltre allo slogan si vede l'immagine di due mani che si stringono: una decorata con i colori della bandiera italiana, l'altra con quella della Federazione Russa.
Uno stile non nuovo e che ha creato giù diverse polemiche. I cartelli che sono apparsi in altre zone d'Italia pur avendo colore e immagini uguali, riportato uno slogan leggermente diverso: “La Russia non è il mio nemico”. Nelle scorse settimane ad intervenire era stata l'ambasciata ucraina che sui social aveva ha stigmatizzato la vicenda. In particolare per i manifesti apparsi a Roma l'ambasciata aveva scritto: “Siamo profondamente preoccupati dall’arroganza della propaganda russa nella Città Eterna. Chiediamo al Comune di Roma di riesaminare la concessione dei permessi per tali manifesti che hanno un chiaro scopo di riabilitare l'immagine dello stato aggressore". Nella capitale, successivamente, i manifesti sono stati rimossi.
Siamo profondamente preoccupati dall’arroganza della propaganda russa nella Città Eterna.
Chiediamo al @comuneroma di riesaminare la concessione dei permessi per tali manifesti che hanno un chiaro scopo di riabilitare l’immagine dello stato aggressore.@gualtierieurope @ItalyMFA pic.twitter.com/x3XAwMhWRM
— Ukr Embassy to Italy (@UKRinIT) September 8, 2024
I manifesti che sono apparsi a Trento riportato due loghi: quello di Cub Trento, il sindacato dell'ex sindacalista della Cgil Ezio Casagranda e di Uniamoci, l'associazione nata dopo le battaglie fatte da alcuni contro i vaccini e contro le misure adottate per contrastare il Covid negli scorsi anni.
“E' un messaggio profondamente sbagliato” è il commento del sindaco di Trento, Franco Ianeselli. “Dove voglio arrivare? A una sorta solidarietà con la Russia di Putin? Con chi ha aggredito l'Ucraina. La mia posizione – spiega il sindaco - è quella di assoluta vicinanza all'Ucraina, al popolo ucraino e a chi resiste davanti all'invasione”.
A chi vorrebbe che questi manifesti venissero tolti, essendo stati concessi negli spazi del Comune, il sindaco spiega che “essendo noi una democrazia, il messaggio non lo condivido ma è la loro opinione”.
E' importante , ha spiegato il sindaco “non tanto censurare, perché si farebbe il loro gioco, ma avere una comunità che dice a gran voce che c'è un aggressore che è la Russia di Putin e un popolo che resiste che è quello ucraino”.
A novembre il sindaco andrà a Leopoli. “Abbiamo consegnato l'Aquila di San Venceslao a Rasom e a Aiutiamoli a Vivere. Oltre a questo abbiamo aderito ad una rete a cui fanno parte le città bombardate nella loro storia e sarò a Leopoli per esprimere la nostra vicinanza e il nostro legame poco prima dell'evento conclusivo di Trento Capitale del Volontariato”














