Claudio Geat cerca il "salto" con Generazione Trento, Sicurezza, bypass, Ucraina, Cpr, inceneritore, carenza abitativa: nove domande per nove risposte per conoscere il suo pensiero
In pochi mesi Claudio Geat ha allestito la lista "Generazione Trento" per cercare il passaggio dalla Circoscrizione Centro Storico – Piedicastello a Palazzo Thun. Sono tanti i "no" del candidato sindaco. Ecco le sue alternative e le risposte alle nove domande de Il Dolomiti

TRENTO. No al Cpr a Trento ("rappresenta una logica emergenziale e repressiva e non inclusiva"), no – assoluto – alla circonvallazione ferroviaria, per cui viene chiesta "la sospensione dei lavori" e "un ripensamento che tenga conto delle alternative meno impattanti e più sostenibili". E, ancora, no alla telecabina del Bondone (perché "80 milioni di spesa pubblica senza ritorni sono insostenibili"), no all'inceneritore.
Claudio Geat, che in pochi mesi, ha allestito la lista "Generazione Trento" per cercare il passaggio dalla Circoscrizione Centro Storico – Piedicastello a Palazzo Thun, pensa poi a stalli di attestamento collegati alla città da navette e l'idea di un parcheggio multipiano sotto piazza Dante.
E il tema sicurezza? "Trento è relativamente sicura, ma la percezione va migliorata. Come? Pattugliamenti nelle zone più vulnerabili, illuminazione intelligente, presidi di prossimità e riqualificazione degli spazi".
La crisi del commercio va combattuta con incentivi e aiuti sugli affitti e sull'Ucraina, Geat non usa mezzi termini: "Trento, città europea e solidale, ha sostenuto l'Ucraina solamente con proclami".
Uno dei progetti più importanti e impattanti per la città di Trento è la circonvallazione ferroviaria. I lavori sono stati avviati da ormai diverso tempo e le polemiche non sono mancate. Quali i timori legati all'opera e quali potrebbero essere i benefici per i cittadini?
"Il progetto della circonvallazione ferroviaria comporta rischi ambientali e di sicurezza legati all'assenza di bonifica preventiva delle aree ex industriali contaminante. Inoltre, l'opera è concepita solo per il traffico merci, senza benefici diretti per i passeggeri. Generazione Trento chiede la sospensione dei lavori finché non saranno garantite condizioni di sicurezza, avviando una vera bonifica e coinvolgendo i cittadini in scelte trasparenti. Serve un ripensamento che tenga conto delle alternative meno impattanti e più sostenibili che esistono e sono state proposte più volte".
Trento è una città sicura? Per migliorare la percezione dei cittadini, cosa servirebbe?
"La città è relativamente sicura, ma la percezione della sicurezza va migliorata con presidi di prossimità, illuminazione intelligente, pattugliamenti nei quartieri più vulnerabili e riqualificazione degli spazi. La sicurezza non si ottiene solo con la repressione, ma con la costruzione di una città inclusiva e solidale, in cui la sicurezza è un diritto e una responsabilità condivisa".
La carenza abitativa è uno dei temi che la nuova amministrazione comunale dovrà affrontare. Serve un piano straordinario: quali sono gli interventi urgenti da avviare?
"La crisi abitativa va affrontata su più livelli. Proponiamo incentivi per la locazione a lungo termine, con canoni calmierati, sostegno alle ristrutturazioni e ammodernamento degli immobili inutilizzati. È necessaria una collaborazione con la Provincia per ampliare l'offerta di edilizia residenziale pubblica. Abitare a Trento deve tornare accessibile a giovani, famiglie e lavoratori".
Negli scorsi mesi si è parlato della costruzione di un CPR (Centro di Permanenza per i Rimpatri) a Trento. Lo ritiene utile oppure serve un’alternativa? Sempre sul tema migranti, ritiene giusta la decisione della PAT di concentrare tutta l’accoglienza nel capoluogo?
"Generazione Trento è contraria alla costruzione di un CPR a Trento, poiché rappresenta una logica emergenziale e repressiva, anziché inclusiva. Serve una gestione umana e diffusa dell'accoglienza, con distribuzione equilibrata sul territorio provinciale per evitare concentrazioni e ghettizzazioni. L'accoglienza deve basarsi sul territorio, cultura e progetti di integrazione reale, non su strutture di detenzione generalizzate. Accoglienza e rispetto delle norme di civile convivenza".
Il collegamento tra la città e il Bondone è uno dei temi discussi da tempo. Funivia sì o funivia no? E poi la questione del bacino di accumulo per la neve artificiale alle Viote. Lei cosa ne pensa?
"Siamo contrari alla telecabina per il Bondone: 80 milioni di spesa pubblica senza ritorni certi sono insostenibili. Proponiamo invece il potenziamento immediato della funivia di Sardagna e un servizio di autobus ecologici. Siamo anche contrari al bacino alle Viote, progetto ambientalmente insostenibile e poco lungimirante, viste anche le condizioni climatiche. Incentiviamo il Bondone con turismo naturalistico, sport all'aria aperta e rispetto dell'ambiente".
Un tema fortemente divisivo è quello dell’inceneritore. Ne abbiamo bisogno? Ci sono alternative?
"Generazione Trento dice "no" all'inceneritore. I rischi ambientali e sanitari sono troppo alti. Proponiamo invece impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) a separazione spinta, che riducono i rifiuti senza bruciarli. Investire sulla raccolta differenziata, sul riuso e sul coinvolgimento della cittadinanza in un modello di economia circolare.
A Trento la carenza di parcheggi si fa sentire ogni giorno. Negli ultimi anni è stato dato molto spazio alla mobilità ciclabile e alle aree verdi. Quale soluzione si potrebbe mettere in campo per chi, anche per motivi lavorativi, utilizza l’auto in città?
"Non siamo contrari all'uso dell'auto, ma vogliamo offrire alternative valide. Prevediamo nuovi parcheggi di attestamento, collegati al centro da navette frequenti e mezzi pubblici prioritari. Tariffe agevolate per chi lascia l'auto fuori città, valutazione di un parcheggio multipiano in piazza Dante, sotto il "liston". La mobilità sostenibile deve essere conveniente, non punitiva".
Trento ha sempre supportato l'Ucraina. È giusto o sbagliato e perché? Crede che oggi serva più Europa?
"Trento, città europea e solidale, ha sostenuto l'Ucraina solo con proclami; la nostra visione è profondamente europeista e crediamo in un'Europa più coesa, capace di rispondere con unità alle crisi globali. Sostenere i diritti umani e la pace è un obbligo, non solo un proclama. Una visione europeista autentica vuole essere attiva nella costruzione di un'Europa dei popoli".
Il commercio storico di Trento è in crisi. Sono numerosi i negozi sfitti. Colpa dell'e-commerce o ci sono altri motivi? Quali soluzioni si dovrebbero mettere in campo?
"La crisi del commercio è multifattoriale: e-commerce, caro affitti, desertificazione del centro storico. Proponiamo una strategia di rivitalizzazione con incentivi per nuove attività nei locali attualmente sfitti. eventi nei quartieri per attrarre flussi costanti, spazi temporanei per start-up e artigiani. Vogliamo una città viva e policentrica, dove il commercio torni ad essere anche presidio sociale".












