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| 12 lug 2023 | 15:28

Marmotte in pericolo: dal cibo per farle uscire dalle tane all'uso dei droni per scovarle (VIDEO). L'appello rivolto ai turisti: "Così si distrugge un ecosistema, fermatevi"

L'ormai conosciutissimo "Sentiero delle Marmotte" stravolto dai turisti. Per attirare questi poveri animali all'esterno delle loro tane e per scattare qualche foto gli offrono qualsiasi cosa. L'effetto? Le marmotte non si alimentano più come fossero animali selvatici e arrivano a vedersi crescere i denti al di fuori dalla normalità

TRENTO. Focacce, biscotti, pezzi di pane, addirittura cioccolatini. Quello che sta accadendo lungo il sentiero delle Marmotte in Val di Fassa e ormai drammatico soprattutto per loro, le marmotte.

 

Il turismo di massa, l'inciviltà delle persone e il cosiddetto “effetto wow” hanno messo a rischio un intero ecosistema che rischia ora di scomparire.

Gli escursionisti per attirare questi poveri animali all'esterno delle loro tane per scattare qualche foto gli offrono qualsiasi cosa. L'effetto? Le marmotte non si alimentano più come fossero animali selvatici e arrivano a vedersi crescere i denti al di fuori dalla normalità. (QUI L'ARTICOLO)

 

Un mutamento che sta costando caro ad una specie che fino a qualche anno aveva trovato quell'ambiente, a Canazei a Pian de Schiavanes, come ideale per le proprie tane. Con il passare del tempo, però, l'ostinata voglia di avvicinarsi dei turisti e i comportamenti irrispettosi nei confronti dell'ambiente hanno distrutto quel luogo  facendolo diventare quasi solamente un palco dove fare a gara per scattarsi la foto migliore. 

Rispettare le marmotte!” è l'invito che era contenuto nei cartelli che anni fa erano stati messi lungo il sentiero quando ci si era accorti di quello che stava accadendo. L'invito era quello di accontentarsi di osservare le marmotte quando si trovavano all'aperto spontaneamente senza dare loro da mangiare. I cartelli, oggi, sono perlopiù spariti o diventati di difficile lettura, mentre il disastro causato dai turisti è continuato.

“Se non attuiamo delle buone pratiche oltre alla crisi climatica saremmo anche colpevoli di danni permanenti a certe specie animali” è il messaggio riportato in un post pubblicato di recente nella pagina Facebook dell'Associazione Rifugi del Trentino.

 

 

 

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