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Bolzano
11 settembre | 09:33

Turisti cafoni al lago di Braies, c'è chi fa il bagno e chi entra nei sentieri vietati. L'attacco del Wwf: "Deiezioni, rifiuti, plastica. Ora basta, occorre un presidio fisso"

Il grido di allarme arriva dal Wwf Trentino-Alto Adige, che invoca maggiori controlli sulle sponde del lago dopo le numerose segnalazioni di "turismo cafone": "Tenendo conto del robusto introito economico che la presenza dei turisti garantisce, viene spontaneo chiedersi se una anche minima parte di fondi non possa essere messa a bilancio per assicurare un presidio fisso a controllo del malcostume"

di Redazione

BRAIES. Uno dei laghi dolomitici più iconici ed amati, il lago di Braies, continua a far discutere gli appassionati di montagna: nella località altoatesina non sono rare le segnalazioni di comportamenti scorretti e di maleducazione diffusa tra le migliaia di turisti che durante l'estate si sono portati sulle sponde del lago.

 

Ma questa volta il grido d'allarme arriva direttamente dal Wwf del Trentino-Alto Adige che ha affidato ai propri social una riflessione corredata da immagini che non lasciano spazio ad interpretazioni e che denunciano, una volta di più, i "turisti cafoni" che in spregio a ogni divieto finiscono per rovinare un luogo di rara bellezza, ma anche di delicato equilibrio ecologico

 

Scene che non a caso vengono definite ormai di "ordinaria amministrazione" e che formano un lungo e preoccupante elenco: "Rifiuti plastici ed 'escrementi canini insacchettati', non tanti ad essere sinceri, ma pur sempre impattanti. Continui ronzii di droni (non meno di cinque) in volo sopra le teste delle persone, a quote inferiori ai 20 metri sopra le proprietà private e sull'area del lago, che sarebbe interdetta a tale tipo di attività".

 

"Persone che si avventurano sui sentieri aperti solo per gli autorizzati. Gruppetti di turisti che aggirano le transenne indicanti i sentieri chiusi per motivi di sicurezza (sponda Est del lago, verso la cascata) e procedono oltre. Gente che si cosparge di crema da sole e si rinfresca con un bagno in un lago in cui la balneazione, per motivi di sicurezza e per motivi ecologici, è vietata".

 

E la cosa che più sorprende e disturba il Wwf è l'assenza di personale di controllo che possa in qualche modo disincentivare i cattivi comportamenti di queste persone: "Migliaia di persone in un Parco Naturale (Fanes-Senes-Braies) senza nessun operatore del Corpo Forestale Provinciale o ranger stagionale a vigilare sulla corretta fruizione degli habitat. Almeno per quello che abbiamo visto. Ma a valle gli ausiliari del traffico verificavano che gli avventori avessero pagato il ticket...". 

 

Insomma, in parte è anche una questione di soldi e priorità nelle spese: "Tenendo conto del robusto introito economico che la presenza dei turisti garantisce - conclude il Wwf -, viene spontaneo chiedersi se una anche minima parte di fondi non possa essere messa a bilancio per assicurare un presidio fisso, a controllo del 'malcostume' che andrebbe contenuto, per l'ambiente e per chi lo frequenta in maniera discreta".

 

 

 

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