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Bolzano
23 agosto | 10:07

"Le barchette sul lago di Braies? Buone per i turisti pecoroni a caccia di selfie e per chi fa business", Zanella (Cai Alto Adige): "Io le toglierei, sarebbe più bello senza"

Il presidente del Cai dell'Alto Adige interviene per dire la sua sull'assalto ai laghi alpini e in particolare a quello iconico di Braies: ''Una tendenza figlia di dinamiche da social network e da 'caccia alla foto perfetta'.  Alcuni gruppi Facebook di amanti della montagna hanno bandito foto dei laghi, un piccolo ma significativo tentativo di disinnescare questo meccanismo''

BRAIES. C'è chi nella gestione dei flussi turistici vede in Braies un modello da esportare e da cui farsi ispirare, e c'è chi invece ha idee piuttosto differenti in materia. Si tratta del presidente del Cai Alto Adige Carlo Alberto Zanella, a cui l'idea di contingentamento del traffico verso i luoghi turistici delle Dolomiti non piace proprio per nulla e che a proposito del lago di Braies ha idee piuttosto radicali. 

 

"Non capisco proprio questa mania dei laghi che ha presto piede ultimamente - racconta Zanella a il Dolomiti -, una tendenza figlia di dinamiche da social network e da 'caccia alla foto perfetta' (ieri il caso di due innamorati nel lago di Sorapis raccontato da il Dolomiti). Il risultato è che poi questi specchi d'acqua in quota sono presi d'assalto da turisti che una volta prodotto l'agognato selfie si girano e se ne vanno, alla ricerca del prossimo scenario mozzafiato da condividere con i propri follower. Alcuni gruppi Facebook di amanti della montagna hanno bandito foto dei laghi, un piccolo ma significativo tentativo di disinnescare questo meccanismo".   

 

"A Braies si discute del numero di barche a remi sulle acque del lago? Per me sarebbe meglio toglierle tutte. Il lago di montagna sarebbe molto più bello, oggi quelle barchette sono buone solo per i turisti pecoroni già citati e per chi fa business sui noleggi. Sembra incredibile che c'è chi arriva e non si rende nemmeno conto di dove è, che preferisce aspettare due ore per la barca sul lago invece che fare una camminata verso le malghe circostanti, o fare il giro del lago a piedi. Tutto è a consumo rapidissimo e il rischio con l'aumento dei turisti in alcuni luoghi è quello di dover fare i conti con persone maleducate, che non hanno rispetto né per l'ambiente montano né per sé stessi. Sia chiaro, i turisti è giusto che ci siano, ma dovrebbero essere più civili e consapevoli". 

 

Capitolo prenotazioni e contingentamento: in estate la Valle di Braies è raggiungibile solo con mezzi pubblici, a piedi o prenotando online i "posti" giornalieri disponibili: "Il sistema di prenotazione di Braies funziona - riprende Zanella -, ma quali saranno le conseguenze? Che molte persone presto cambieranno destinazione: non è detto che sia un male, attenzione, perché anzi sarebbe auspicabile un turismo più 'spalmato' uniformemente sulle Dolomiti verso il Bellunese. Io sarei favorevole a fermare il traffico sui passi dolomitici, e non a contingentare gli accessi: chiudere i passi dalle 10 alle 16. E dare multe salate a chi parcheggia fuori dai parcheggi: il problema del contingentamento è che spesso crea disparità e crea situazioni in cui qualcuno ha la precedenza rispetto ad altri". 

 

"Nel turismo altoatesino io vedo molta avidità: non c'è crisi o disoccupazione, i soldi chi vive con turismo li ha fatti. Ora quel turismo dobbiamo consolidarlo e gestirlo, non farlo scappare altrove. Io comincerei a smettere di fare pubblicità istituzionale che assecondi la fame di 'selfie' delle persone e che aiuti un vero cambio di paradigma nel modo in cui questo territorio propone le sue esperienze e il suo rapporto con le bellezze naturali che abbiamo la fortuna di avere". 

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