Due innamorati dentro il Lago di Sorapis in sfregio a ogni divieto, il sindaco di Cortina: "Influencer e turisti cafoni, sono sconcertato: difficile contrastare la maleducazione''
Il video di due giovani innamorati "immersi" nelle acque del lago di Sorapis in sfregio a ogni divieto diventa "simbolo" del turismo cafone nei dintorni di Cortina d'Ampezzo. Il sindaco Gianluca Lorenzi: "Le regole ci sono ma sembra che i turisti vogliano continuamente 'sfidare il sistema': qualsiasi cosa vietata diventa da fare. Svilente dover aumentare le multe per chiedere un comportamento civile"

CORTINA D'AMPEZZO. "La cosa che mi colpisce di più è la maleducazione, su tutti i fronti. Questo caso lo dimostra: onestamente, sono sconcertato. Siamo di fronti ad atteggiamenti che si descrivono da soli, che esemplificano l'incuranza delle persone che si approcciano a luoghi meravigliosi, unici e delicati e sono i primi a non averne rispetto".
Sceglie parole nette e molto dure quelle che sceglie il sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi quando si trova a commentare per il Dolomiti l'ennesimo "sfregio" sul volto delicato della sua meravigliosa terra: questa volta a scatenare una reazione carica di indignazione e frustrazione è stato un video postato online 'dall'influencer di turno' che mostra due turisti innamorati avventurarsi dentro le acque del Lago di Sorapis per il più classico dei video social immersi (letteralmente) nelle bellezze della natura.

Peccato che il tutto sia severamente vietato: la norma "anti-cafoni" che vieta la balneazione istituita dal Comune nel 2019 serve a tutelare da un lato il fragile equilibrio delle acque turchesi del lago, incastonato tra le Dolomiti a quota 1.900 metri in un ambiente unico e straordinario; dall'altro proprio i bagnanti perché nella zona ''non è previsto alcun servizio di soccorso balneare'' e le acque torbide nascondono sassi e pietre.
Ma oggi i problemi sono ben altri e sulla bellezza di quelle zone grava in maniera sempre più pressante il peso opprimente dell'overtourism, fardello che non sembra destinato ad alleggerirsi. "Il problema - riprende Lorenzi - è l'atteggiamento di una certa parte di turisti, ripeto è proprio una questione di maleducazione diffusa: di fronte a certi comportamenti è difficile per noi come amministrazione comunale mettere in campo risposte concrete perché sono atteggiamenti difficili da combattere. Penso, oltre a questo caso, anche alle scene di turisti cafoni che sul nostro territorio hanno dato sfoggio di certi comportamenti anche in altri contesti. Certo, esistono regolamenti, sanzioni e multe, ma la sazione non è una cura: alla base serve un modo per educare queste persone a un modo differente di vivere la natura e il territorio. Parte tutto da là".
"Le regole ci sono, e sono stringenti. La cartellonistica, se penso al Lago di Sorapis, è diffusa e ben visibile, scritta in tutte le lingue: il fatto è che la gente guarda solo sé stessa, è come se si trovasse in una sorta di sfida costante al sistema. Di conseguenza, qualsiasi cosa vietata o proibita dal regolamento diventa una cosa da fare, da provare, per andare contro al sistema. E' ahimè la dimostrazione di una società che non sta più capendo in che contesto sta vivendo, che non si rende conto che le regole ci permettono di stare bene insieme, in armonia con il territorio".
Quando gli si chiede di possibili soluzioni da mettere in campo, il sindaco sospira: "Mi dispiace onestamente dover andare ad inasprire le sanzioni o applicare regolamenti più stringenti perché ripeto, qui si sta semplicemente chiedendo alle persone di avere un comportamento civile. Una richiesta banale che però evidentemente non si può più dare per scontata. E' svilente, ma in vista delle prossime stagioni dovremo mettere sul tavolo anche questo tipo di ragionamenti: noi facciamo promozione, campagne di sensibilizzazione al valore del rispetto dell'ambiente e del territorio, e poi c'è chi con i suoi comportamenti scredita tutto questo: i social hanno un ruolo importante e sono completamente fuori controllo, le immagini e i contenuti degli influencer raggiungono tantissime persone che poi vengono in numeri troppo elevati in posti non strutturati per accoglierli tutti. Il rischio concreto è che questi luoghi possano esserne distrutti. Contingentamenti degli accessi? Ci stiamo lavorando, ma quel tipo di sistemi impongono un sistema di controllo e l'investimento di risorse che al momento non abbiamo, penso per esempio alla scarsità di personale delle forze dell'ordine. Insomma, stiamo cercando di fare quello che possiamo".












