Naufragio a Cutro, “Tra i dispersi c’è anche mio cugino, ha solo 17 anni”: l’appello del giornalista afgano che vive in Trentino-Alto Adige
Atiqullah Khalili si è laureato a Trento e oggi vive a Bolzano dopo essere arrivato dall’Afghanistan, tra i dispersi del naufragio di Cutro, in Calabria, c’è anche il cugino di soli 17 anni: “Se qualcuno di Crotone potesse aiutarci nella ricerca gliene saremo molto grati”

BOLZANO. C’è anche il 17enne Atiqullah Khalili fra i dispersi del naufragio avvenuto lo scorso 26 febbraio davanti alle coste di Steccato di Cutro, vicino Crotone in Calabria. Nel naufragio hanno perso la vita almeno 68 persone, fra cui donne e bambini. Tra le 68 bare allineate all’interno del palazzetto dello sport di Crotone c’è persino quella di un neonato.
Secondo le stime della Prefettura il numero dei dispersi oscilla tra 27 e 47, ma secondo alcuni testimoni ci sarebbero stati circa 200 migranti a bordo al momento del naufragio. Come già anticipato tra i dispersi c’è anche un giovane afgano che è il cugino di Alidad Shiri, giornalista che da oltre dieci anni vive a Bolzano e che si era laureato in filosofia a Trento.
“Amici, è un momento difficile – il messaggio condiviso sui social da Shiri – pare che tra i dispersi del naufragio sulle coste della Calabria ci sia anche un mio cugino. Non risulta tra le vittime riconosciute. Ha 17 anni, si chiama Atiqullah Khalili. Se qualcuno di Crotone potesse aiutarci nella ricerca gliene saremo molto grati. Grazie a chi diffonde l’appello”. Il giornalista afgano ora si trova a Crotone nella speranza di avere notizie del cugino scomparso.
Nel frattempo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato in Calabria per rendere omaggio alle vittime. Al suo arrivo il presidente è stato accolto dagli applausi ma anche da numerose persone che chiedono “verità e giustizia” su quanto accaduto.
Attualmente la Procura ha aperto un fascicolo per far luce sui fatti avvenuti nella notte tra sabato e domenica, quando il barcone sul quale viaggiavano i migranti è naufragato dopo essere entrato in collisione con una secca. In particolare le indagini stanno vagliando le comunicazioni fra la guardia di finanza e la guardia costiera, l’obiettivo è capire se ci siano stati omissioni o ritardi fatali nei soccorsi all’imbarcazione in difficoltà. Il peschereccio infatti era già stato avvistato intorno alle 22e30 del 25 febbraio.














