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| 14 set 2023 | 19:21

Olimpiadi Milano-Cortina non sostenibili? La Fondazione replica a Cai, Wwf e associazioni: ''Spostare il bob a Innsbruck avrebbe ben altri costi che 15/17 milioni''

La Fondazione non entra tanto nell'argomento sostenibilità generale delle opere olimpiche ma si concentra sulla questione della pista da bob ricordando che quanto riportato dalle 8 associazioni è ''privo di fondamento, distorsivo della realtà ed enormemente distante dai costi effettivi di un’operazione di questa portata''

di Redazione

MILANO. La Fondazione Milano Cortina ''non può che stigmatizzare e rifiutare un approccio demagogico che non considera le informazioni già ampiamente offerte per tramite dei media, e condivise e ribadite con tutti i presenti proprio all’incontro di ieri''. Questa la replica a Cai, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, Tci e Wwf, e alla loro presa di posizione di queste ore: ''Non abbiamo ad oggi elementi, a poco più di tre anni dai Giochi olimpici 2026 e dopo un confronto avviato e voluto da Fondazione Milano Cortina 2026 sin dal 2021, per potere attestare la sostenibilità ambientale delle opere e dei giochi olimpici invernali, dichiarata nel dossier di candidatura''.

 

In realtà la Fondazione non replica tanto su questo è il centro del discorso delle 8 associazioni quando sul tema della pista da bob di Cortina presa ad esempio dalle associazioni per dire: quella è la prima cosa da fare in chiave di sostenibilità, inutile continuare a puntare su un impianto costosissimo e fortemente impattante anche sul futuro del territorio; meglio virare su Innsbruck e andare incontro alla loro proposta.

 

''In riferimento alle dichiarazioni rilasciate in data odierna a mezzo comunicato stampa congiunto dalle associazioni di protezione ambientale Cai, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness, TCI e WWF, Fondazione Milano Cortina 2026 precisa e ribadisce per l’ennesima volta che le cifre riportate dal comunicato delle 8 associazioni, relative al presunto costo di utilizzo dell’impianto di Innsbruck (12 milioni), risultano quanto mai errate e non prendono in considerazione tutti gli importanti costi accessori derivanti dall’eventuale trasferimento delle gare di Bob, Skeleton e Slittino dal territorio italiano a quello austriaco o in eventuali altri siti stranieri'', spiega la Fondazione concentrandosi sulle cifre.

 

''L’offerta avanzata da Innsbruck, che peraltro è di 15/17 milioni e non di 12 - puntualizzano - si riferisce solo ed esclusivamente al noleggio della pista: mancano i dettagli per comprendere ciò che l’impianto potrebbe effettivamente mettere a disposizione e se possa rispondere agli standard di un evento Olimpico. Il Comitato Organizzatore – responsabile della realizzazione sportiva dei Giochi – si vedrebbe infatti costretto ad assumere l’onere dei costi relativi a tutti i servizi necessari e funzionali per la creazione di una nuova sede di gara Olimpica''. 

 

Certo a fronte di un impianto da 120 milioni di euro anche se ai 15/17 se ne aggiungessero qualche altra decina con ogni probabilità si andrebbe decisamente a risparmiare e si eviterebbe al territorio la suddetta pista (il vero problema, infatti, non è legato tanto alle Olimpiadi ma al futuro di questa struttura che necessiterebbe di centinaia di migliaia di euro solo per mantenerla operativa il tutto per servire una ventina di atleti totali presenti in Italia).

 

Ma la Fondazione prosegue: ''Tra questi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, quelli relativi ai trasporti, alla sicurezza, alle comunicazioni e al broadcasting, all’ospitalità degli atleti, ai servizi medici, alle tecnologie, fino a quelli per l’accoglienza del pubblico. Tutti questi servizi comporterebbero un’ingiustificata duplicazione perché già presenti a Cortina. Molti di questi servizi sono inoltre forniti da partner nazionali che non potrebbero erogarli all’estero. Altri – quali quelli medici e di sicurezza – vengono abitualmente provvisti dalle istituzioni nazionali e locali che ovviamente non potrebbero farlo in territorio straniero. Pertanto, il risultato di un trasferimento all’estero sarebbe assai negativo proprio sul piano della sostenibilità economica per la Fondazione''.

 

Insomma la Fondazione conclude che quanto dichiarato dalle 8 associazioni ambientaliste risulterebbe ''privo di fondamento, distorsivo della realtà ed enormemente distante dai costi effettivi di un’operazione di questa portata. Fondazione Milano Cortina 2026, da sempre impegnata sul piano della sostenibilità, è per sua natura promotrice del tavolo con tutte le Associazioni ambientaliste e crede fortemente nel dialogo e nel confronto. Ciononostante, non può che stigmatizzare e rifiutare un approccio demagogico che non considera le informazioni già ampiamente offerte per tramite dei media, e condivise e ribadite con tutti i presenti proprio all’incontro di ieri''.

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