Omicidio a Merano, Sigrid Gröber è stata uccisa a calci e pugni. Arrestato il 55enne Alexander Gruber
Gruber si trovava nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Merano. La Procura sulle lesioni riportate dalla donna spiega che sono state aggravate "dalle condizioni di ipotermia in conseguenza del fatto che la persona offesa è rimasta esposta al freddo per un significativo lasso di tempo dopo l’aggressione, hanno portato ad una crisi respiratoria che ha determinato la morte della donna"

BOLZANO. L’accusa è quella di omicidio volontario della 39enne Sigrid Gröber. E' stato arrestato quest'oggi, giovedì 23 febbraio, Alexander Gruber. Si tratta del custode della scuola alberghiera Kaiserhof di Merano che sabato notte aveva lanciato l'allarme per le condizioni in cui si trovava Sigrid Gröber spiegando ai sanitari che la donna era caduta dalle scale. Arrivata al pronto soccorso poche ore dopo la 39enne è morta per le gravi ferite che aveva sul corpo. Segni sui quali i medici avevano espresso dei dubbi sul fatto che fossero stati causati da una caduta dalle scale.
Sul corpo di Sigrid Gröber sono state trovate lesioni al capo, al collo, al torace, agli arti superiori e inferiori e diverse fratture. Ma non solo. La sua situazione si è ulteriormente aggravata dalle condizioni di ipotermia in conseguenza del fatto che è rimasta esposta al freddo “per un significativo lasso di tempo” dopo l’aggressione. Tutto questo ha portato ad una crisi respiratoria che ha determinato la morte.
Queste le informazioni e le ricostruzioni che sono arrivate dalla Procura della Repubblica in merito alla morte della 39enne Sigrid Gröber. Informazioni giunte a seguito dell'autopsia e che hanno portato questa mattina all'arresto di Alexander Gruber.
IL COMUNICATO DELLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
La Procura della Repubblica in queste ore ha comunicato che, ad esito dell’autopsia eseguita dal patologo incaricato dall’ufficio, è emerso che sul corpo della persona offesa Gröber Sigrid sono state riscontrate molteplici lesività a livello del capo, collo, torace, arti superiori e inferiori tra cui plurimi fenomeni fratturativi coinvolgenti più elementi costali, a livello sia anteriore (torace) sia posteriore (dorso).
Le lesioni riscontrate, sia per entità sia per distribuzione sul corpo, sono risultate essere del tutto incompatibili con una caduta accidentale e sono dovute all’utilizzo di strumenti contundenti, quali pugni e calci. Le lesioni, aggravate dalle condizioni di ipotermia in conseguenza del fatto che la persona offesa è rimasta esposta al freddo per un significativo lasso di tempo dopo l’aggressione, hanno portato ad una crisi respiratoria che ha determinato la morte della donna.
Sulla scorta di tali elementi, oltre agli altri elementi indiziari già a disposizione e recentemente acquisiti, non sussistendo un concreto pericolo di fuga che giustificasse un provvedimento di fermo da parte della polizia giudiziaria o del pubblico ministero, la Procura della Repubblica ha immediatamente presentato una richiesta di misura cautelare accolta in data odierna e posta immediatamente in esecuzione.
Rimane sempre ferma la presunzione di innocenza nei confronti dell’indagato, in quanto trattasi di provvedimento assunto nel corso delle indagini preliminari e non a seguito di sentenza passata in giudicato.


















