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| 20 ago 2023 | 06:01

Sanità, mancano medici di base e gli ambulatori scoppiano. Molti professionisti con oltre 1800 pazienti, Ioppi: "Aumentare i massimali non risolve il problema"

In Trentino gli ultimi dati pubblici definiscono la presenza in Trentino di 331 medici di medicina generale rispetto ad un fabbisogno standard di 375 medici. Nei giorni scorsi l'Apss ha dato il via libera all'aumento dei massimali per alcuni professionisti. Valerio Di Giannantonio, segretario provinciale Fimmg Trentino: "Sono procedure tampone, utilissime nell'immediato ma non strutturali”

TRENTO. I medici sono sempre di meno mentre i bisogni da parte dei cittadini sono destinati ad aumentare. Da qualche giorno l'Apss ha pubblicato un documento in cui è scritto che “Considerato il perdurare della grave situazione di carenza assistenziale dell’ambito Vallagarina e l’impossibilità di farvi fronte in altro modo” viene data la proroga dell’incremento del massimale di scelta dei dottori Ornella Dalbosco, Marilena Giordani e Carlo Poletto, per ulteriori sei mesi.

 

Una situazione che si registra allo stesso modo in quasi tutte le comunità del Trentino e che nonostante gli allarmi lanciati nel passato, l'unica soluzione trovata al momento, sembra essere quella di aumentare i pazienti per un singolo medico sforando di molto i 1500 previsti. “Io ne avevo già 1600” dice la dottoressa Ornella Dalbosco “ed ora ne avrò 1800 e non è semplice. Mi trovo già in difficoltà con un carico di lavoro importante e non posso immaginare chi arriva addirittura ad avere 2000 pazienti”.

 

I turni diventano interminabili. Per tutti i medici, infatti, dopo gli orari di ambulatorio ci sono quelli per sistemare gli obblighi burocratici e amministrativi e poi le visite a domicilio. Arrivare a fare 12 ore di lavoro al giorno per molti è diventato quasi una normalità. Ogni paziente ha tempo 20 minuti per riuscire ad avere un consulto con il medico. “La parte burocratica – spiega la dottoressa Dalbosco – sta diventando la parte preponderante ed è veramente fastidiosa perché questo tempo lo potremmo dedicare alle persone che curiamo”.

 

In Trentino il rapporto Agenas del 2023 indica come in media ogni medico di famiglia abbia in carico 1436 pazienti, al secondo posto dopo Bolzano. Gli ultimi dati pubblici, viene spiegato da Fimmg Trentino, definiscono la presenza in Trentino di 331 medici di medicina generale rispetto ad un fabbisogno standard di 375 medici.

 

Nel marzo 2023 sul nostro territorio sono state identificate 31 zone carenti e, dato che l'ultimo avviso rivolto ai medici iscritti al corso di formazione specifica in medicina generale ne mette a bando 23, vuol dire che le assegnazioni sono state di qualche unità.

 

“La situazione è grave dappertutto” spiega a il Dolomiti il presidente dell'Ordine dei Medici, Marco Ioppi. “Purtroppo i medici sono pochi e per coprire tutte le richieste si sceglie la via più facile che è quella di aumentare i massimali di pazienti”.

 

C'è da chiedersi, però, se non sia necessaria, oltre alla quantità, anche la qualità del servizio che viene fornito. “L'obiettivo è quello di fornire una elevata assistenza – continua il presidente dell'Ordine dei Medici – ma oggi ci troviamo davvero davanti al rischio che andando a caricare i professionisti che per spirito di servizio si mettono a disposizione poi vanno a confrontarsi con i limiti umani, quello del tempo. Non possiamo dilatarlo”.

 

Ed ecco allora che la legge approvata nel 2017, in cui viene sottolineato che “il tempo di ascolto è tempo di cura'', viene ignorata. “Il tempo di ascolto deve essere fondamentale” continua Ioppi “il vero mandato del medico è quello di essere accanto al proprio paziente e di sostenerlo ma per farlo deve averne la possibilità non con carichi di lavoro impossibili”. Di certo, spiega sempre Ioppi “Aumentando i massimali dei medici non si va a migliorare il servizio”.

 

La possibilità di incrementare il massimale degli assistiti per il personale medico dell'ambito dove non si riesca ad attribuire incarichi o quella di mantenere in servizio medici oltre i 70 anni “sono procedure tampone, utilissime nell'immediato ma non strutturali” spiega anche Valerio Di Giannantonio, Segretario Provinciale Fimmg Trentino.

 

Dall'organizzazione sindacale vengono indicate due direttrici che si dovrebbero seguire. La prima riguarda la promozione delle possibilità di lavoro nel nostro territorio. “Adesso è attivo il bando per i medici del corso di formazione? Questi – spiega Giannantonio - andrebbero contattati uno per uno, accolti nei bisogni di formazione, informati sulle possibilità di lavoro e di  conciliazione tra le due attività”.

 

La seconda strada è la promozione della qualità e della professionalità del lavoro di medico accelerando il percorso delle riforme. “Questo è il momento di agire – spiega Segretario Provinciale Fimmg Trentino - e di dare risposte a noi professionisti e di conseguenza ai quasi 500 mila cittadini trentini di cui ci occupiamo come medici di famiglia”.

 

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