Scuola, si torna sui banchi: calano le iscrizioni a tutti i livelli. Tengono i licei. Ci sono oltre 2.700 studenti con bisogni educativi speciali
Per quasi 70mila studenti e studentesse trentini lunedì 11 settembre suonerà la prima campanella. Calano gli iscritti. Sul fronte delle scelte, tengono i licei, al secondo posto i percorsi tecnici. Ci sono 2.770 studenti e studentesse con bisogni educativi speciali

TRENTO. L'estate sta finendo, cantavano i Righeria. Ultime ore di vacanze per studenti e studentesse trentini che lunedì 11 settembre torneranno sui banchi di scuola. Sono quasi 70mila i giovani per i quali lunedì suonerà la prima campanella. Rispetto allo scorso anno si registra un calo dell’1,3%, con un numero di iscritti che è sceso da 69.308 a 68.407. Sono 3.252 le classi e 6.669 le cattedre attive.
Andando ad analizzare i numeri, dei 68.407 studenti e studentesse iscritti, 24.631 frequentano le elementari, 16.542 le medie, 21.696 le scuole superiori, mentre 5.538 ragazzi e ragazze intraprenderanno un percorso di istruzione e formazione professionale.
Si registra un calo nelle iscrizioni, rispettivamente del -2,61% nella scuola primaria, -1,34% nella secondaria di primo grado e -2,12% nella formazione professionale, mentre gli iscritti alla secondaria di secondo grado aumentano, seppur in maniera lieve, con un + 0,48%. I docenti di ruolo delle scuole a carattere statale sono 6.235.
Guardando alle scelte dei giovani, tengono i licei (quasi uno su due li sceglie) con il 47%, seguono i percorsi tecnici (31%), la formazione professionale (20%).
Anche la popolazione straniera negli istituti scolastici trentini mostra una lieve diminuzione, pari all'1%: passa da 8.558 unità a 8.472 unità (-1%). Questa diminuzione è più evidente nella scuola primaria e nella secondaria di primo grado, con cali rispettivamente del 2,8% e del 4,72%.
Ci sono, inoltre, 2.770 studenti e studentesse con bisogni educativi speciali certificati, di cui 1.834 frequentano la scuola primaria e secondaria di primo grado, 387 la secondaria di secondo grado e istruzione e formazione professionale.
Infine, in termini finanziari, si registra un aumento delle risorse destinate all'istruzione, che passano dai 775 mila euro dello scorso anno ai 797 mila euro dell'anno in corso.


















