Seicento metri cubi di legname sottratto all'Asuc, 4 persone denunciate dal Corpo forestale: “Irregolarità sulle modalità di misurazione”
L'accusa, spiega la Provincia di Trento, è di concorso in reato continuato di truffa e appropriazione indebita: secondo quanto ricostruito, i soggetti denunciati “hanno adottato modalità artificiose ed ingannevoli per allontanare illecitamente il legname senza una corretta quantificazione e rendicontazione ai fini del pagamento”

TRENTO. Seicento metri cubi di legname sottratti all'Asuc di Agrone e 4 presunti responsabili denunciati dal Corpo forestale trentino, la Pat: “L'accusa è di concorso in reato continuato di truffa e appropriazione indebita”. Le indagini, condotte come detto dal Corpo forestale trentino in collaborazione con i custodi forestali di Pieve di Bono-Prezzo, hanno infatti consentito di accertare le irregolarità, con potenziali conseguenze penali, sulle modalità di misurazione del legname proveniente da proprietà pubbliche.
In particolare, scrive Piazza Dante, il legname trasportato (ed oggetto dell'indagine) proveniva dalla Val Daone ed era composto in gran parte da schianti della tempesta Vaia e da materiale colpito dal bostrico, in un'area dove le due calamità hanno causato lo schianto o il disseccamento di circa 2mila metri cubi di legname. Proprio a causa della notevole massa di materiale in questione, il cui trasporto è risultato difficoltoso dal punto di vista sia logistico che tecnico, è stato necessario introdurre strumenti tecnici innovativi, sottolinea la Pat.
“Il Bim del Chiese – scrivono le autorità provinciali – in qualità di committente della vendita del legname per conto degli enti proprietari, in accordo con questi ultimi aveva introdotto una modalità di misurazione 'speditiva', che avrebbe dovuto agevolare in termini di tempistica e di lavoro l'acquisizione del dato quantitativo del legname, necessario per poi determinare il valore del materiale ricavato”.
In sostanza il metodo adottato implicava un minor coinvolgimento da parte dei custodi forestali nella misurazione, demandando le attività di rendicontazione agli autisti dei camion che si occupavano del trasporto dei tronchi: “Secondo quanto accertato – spiega Piazza Dante – i soggetti denunciati hanno adottato modalità artificiose ed ingannevoli per allontanare illecitamente il legname senza una corretta quantificazione e rendicontazione ai fini del pagamento”. L'indagine del Corpo forestale trentino infatti, che ha compiuto controlli e accertamenti, è stata innescata da alcuni movimenti sospetti degli automezzi che trasportavano il legname.
“Fin da subito – conclude la Pat – sono stati comunicati alla magistratura i possibili rilievi penali. Le attività sono state seguite dal pm Davide Ognibene, sostituto procuratore del Tribunale di Trento, che ha emesso il Decreto di conclusione delle indagini preliminari”.


















