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Sos per gli affreschi dei palazzi Geremia e Del Monte a Trento, Pattini e Uez: "Stanno scomparendo, serve subito intervenire"

L'intervento dei consiglieri comunali Alberto Pattini e Tiziano Uez: "Questi affreschi devono essere restaurati. Intervenga il servizio beni architettonici e culturali della Pat"

Pubblicato il - 07 dicembre 2023 - 12:25

TRENTO. “Sono affreschi importanti, che rappresentano la nostra storia e che giorno dopo giorno si stanno perdendo. Serve subito intervenire”. L'appello arriva dai consiglieri comunali Alberto Pattini e Tiziano Uez in merito agli affreschi che si trovano sulla facciata di palazzo Geremia in via Belenzani e di palazzo Del Monte.

 

Da Pattini la richiesta di un intervento immediato di restauro sollecitando la Provincia con il Beni architettonici e culturali.

 

Palazzo Geremia in via Belenzani, è stato acquistato dall’amministrazione comunale nel 1912, e oggi ospita la sede di rappresentanza del Comune di Trento. L’edificio fu radicalmente ristrutturato nel 1883 e gli affreschi della facciata furono sottoposti a diverse campagne di restauro nel 1941, nel 1960 e nel 1973. Un nuovo, complessivo intervento di restauro, diretto dagli architetti Michelangelo Lupo e Massimo Deutsch, si è concluso nel 1993. Palazzo Geremia ospita oggi vari uffici comunali ed è utilizzato per assemblee pubbliche, convegni ed eventi espositivi.

 

GLI AFFRESCHI
Il ciclo affrescato in facciata raffigura i successi della famiglia Geremia. Nella fascia superiore sono visibili alcune scene che raffigurano l'amicizia con Massimiliano I d'Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero, incoronato a Trento nel 1508, che in questi affreschi compare ben quattro volte, mentre riceve i nobili di Trento. Si possono riconoscere altre figure nelle decorazioni pittoriche della facciata. Oltre agli stemmi delle famiglie che si sono susseguite nella proprietà del palazzo, nella fascia inferiore, a sinistra del portale d'ingresso, si trova una Ruota della Fortuna, sulla quale nel 1941 erano ancora leggibili alcune sentenze morali.

Nella fascia centrale, sopra questa ruota, si trova un convivio di dignitari che osservano una lotta vittoriosa di un uomo contro un leone, simbolo di Venezia: l'uomo è probabilmente Giorgio di Pietrapiana, comandante delle truppe trentine-tirolesi che sconfissero i veneziani nella battaglia di Calliano il 10 agosto 1487. Poco più a destra si trova dipinta la scena del sacrificio di Marco Curzio e, speculare, dall'altra parte rispetto al portone, è raffigurato Gaio Muzio Scevola. La quarta scena, ormai poco leggibile, raffigura probabilmente il Sacrificio di Lucrezia. Posto sopra il portale d'ingresso, a interruzione della fascia marcapiano, si trova la Madonna col Bambino tra San Giovanni Battista e Sant'Antonio abate, scena che fa riferimento ai santi protettori di Giovanni Antonio Pona, primo proprietario del palazzo.

 

Palazzo del Monte, tra Via del Suffragio e Via San Marco è caratterizzato da un ciclo di affreschi, purtroppo di difficile lettura a causa del degrado che riproducono dieci delle dodici fatiche di Ercole, due episodi minori (parerga) della sua vita in omaggio all'imperatore Massimiliano I talvolta descritto come Hercules Germanicus.

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