Tentato femminicidio-suicidio a Vignole di Arco, il sindaco Betta: “Troppo spesso crediamo che queste tragedie non possano toccare la nostra comunità ma non è così”
Il primo cittadino di Arco, Alessandro Betta, evidenzia l’importanza di interrogarsi sul modello di società che si vuole costruire per il futuro: “Dobbiamo lavorare per migliorare, episodi di questo tipo rappresentano un fenomeno preoccupante, da qualunque punto di vista la si guardi questa è una grande tragedia”

ARCO. La violenta aggressione si è consumata nella notte fra il 5 e il 6 aprile nella frazione di Vignole di Arco dove il 43enne Gaetano Piro ha tentato di uccidere l’ex compagna e la sorella di lei.
Piro, un 43enne originario della provincia di Napoli ma residente ad Arco, ha assalito le due donne, di 55 e 56 anni entrambe nate a Salerno, colpendole ripetutamente alla testa con un mattarello. Dopo l’aggressione l’uomo si è tolto la vita.
Le due donne, dopo l’arrivo dei sanitari, sono state elitrasportate in gravi condizioni all’ospedale Santa Chiara di Trento dove sono tutt’ora ricoverate in rianimazione, la prognosi è riservata. Nel frattempo le indagini sono state affidate ai carabinieri di Riva del Garda.
“Lasciamo che le forze dell’ordine e la magistratura facciano il loro lavoro – sottolinea il sindaco di Arco Alessandro Betta – fatti di questo tipo lasciano davvero senza parole, troppo spesso crediamo che queste tragedie non possano toccare la nostra comunità ma non è così”.
Il primo cittadino evidenzia l’importanza di interrogarsi sul modello di società che si vuole costruire per il futuro: “Dobbiamo lavorare per migliorare, episodi di questo tipo rappresentano un fenomeno preoccupante, da qualunque punto di vista la si guardi questa è una grande tragedia”.














