Tragedia nella forra, Trentino in lutto per la morte dell'architetto Fabio Andreatta (blogger de il Dolomiti). La Pat: “Un costruttore di ripari per chi ha perso tutto”
Il dramma si è consumato ieri pomeriggio nella forra del torrente Sorna. Dalle ricostruzioni Andreatta aveva deciso di scendere da solo lungo il canyon, partendo dal Ponte del Diaol (Brentonico) e potrebbe essere annegato dopo essere rimasto bloccato con la corda mentre si stava calando lungo la prima cascata

BRENTONICO. La vittima dell'incidente avvenuto ieri pomeriggio nella forra del torrente Sorna, è Fabio Andreatta persona stimatissima ed anche blogger de il Dolomiti. Tutta la redazione si stringe al dolore della famiglia. Andreatta sulle nostre pagine si descriveva come ''architetto. Ho operato nella Protezione Civile e collaborato con il MAE. Costruttore di ripari per chi ha perso tutto. Tessitore di relazioni per comprendere. Osservatore di luoghi per conservarli. Scrittore per condividere''.
Ed effettivamente i suoi blog invitavano sempre alla riflessione per cercare di comprendere prima di tutto quanto si trovava davanti a noi, che fosse un paesaggio o una chiesetta dimenticata, per cercare di non perdere l'originalità di un luogo o di preservare quel che la natura ci ha messo di fronte.
Amante della montagna e dell'ambiente è morto in un brutto incidente in un canyon attrezzato che si sviluppa nel Parco del monte Baldo per un tratto breve che comprende un totale di quattro salti. Classe 1951 era originario di Rovereto. Dalle ricostruzioni Andreatta aveva deciso di scendere da solo lungo il canyon, partendo dal Ponte del Diaol (Brentonico) e potrebbe essere annegato dopo essere rimasto bloccato con la corda mentre si stava calando lungo la prima cascata.
L'allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivato intorno alle 15.20 da parte della compagna che lo stava aspettando nei pressi del Ponte del Diaol, allarmata per il mancato rientro dell'uomo, non rintracciabile poiché senza telefono. La Centrale Unica di Trentino Emergenza ha chiesto l'intervento delle Stazioni Vallagarina e Ala, oltre che del Gruppo tecnico forre del Soccorso Alpino e Speleologico. Sul posto anche i Vigili del Fuoco volontari di Mori e Brentonico e il nucleo SAF. Dopo aver raggiunto la compagna della vittima, i soccorritori sono scesi nel canyon e lo hanno percorso in discesa per cercare la persona dispersa.
Intorno alle 16, lungo la prima calata, i soccorritori hanno trovato il corpo ormai senza vita dell'uomo. Sul posto è stato fatto arrivare l'elicottero con l'equipe medica che non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo. Una volta ottenuto il nullaosta delle autorità, la salma è stata recuperata e trasferita a Brentonico. Per dare supporto alla compagna della vittima sono stati attivati gli Psicologi per i Popoli.
Ad esprimere il proprio cordoglio sono state anche la Giunta provinciale e la Protezione civile del Trentino. Un lutto che colpisce profondamente quanti hanno conosciuto il professionista ed hanno avuto il privilegio di affiancarlo nei diversi scenari in cui ha operato nel corso della sua carriera.
Al cordoglio, di cui si fa portavoce il dirigente generale Raffaele De Col, si unisce anche il capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio. Già in forze ad Itea, in più occasioni era intervenuto con il Dipartimento della Protezione civile in aiuto delle popolazioni in difficoltà sia in Italia sia all’estero, fino alla pensione nell’aprile 2014.
Si definiva un “costruttore di ripari per chi ha perso tutto” oltre che un “tessitore di relazioni per comprendere”.
I colleghi lo ricordano come una persona schietta e concreta: Andreatta era stato un esempio per la sua disponibilità e per la sua capacità di allacciare rapporti di collaborazione e amicizia con chi incontrava lungo il proprio cammino. Nelle diverse ‘missioni’ portare a compimento si era occupato della progettazione e della realizzazione di opere in favore di quanti hanno perso tutto a causa di calamità naturali. Era stato anche uno dei promotori della nascita dell’area addestrativa di Marco di Rovereto.












