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Trento
23 gennaio | 19:35

Travolto e ucciso in bici davanti a scuola: la vittima è il trentino Daniele Marchi. Il ricordo degli amici d'infanzia: “Quando giocavamo a pallone eri il più forte”

Il 49enne, nato a Meano e vissuto a Trento prima del trasferimento a Pavia, è stato travolto questa mattina nella città lombarda mentre si stava recando a scuola a bordo della sua mountain bike: dopo l'impatto la persona alla guida dell'auto si è allontanata, dicendo in seguito di non essersi accorta dell'accaduto

PAVIA. Dramma in mattinata a Pavia: il trentino Daniele Marchi è stato investito e ucciso da un'auto mentre si stava recando in bici all'asilo, dove lavorava come educatore. L'incidente è avvenuto intorno alle 7 e 30 e a guidare l'auto, secondo le prime informazioni, sarebbe stata un'insegnante di 65 anni che da quanto emerso non si sarebbe resa conto di quanto accaduto

 

La dinamica in ogni caso deve ancora essere chiarita nei dettagli. Quel che è certo è che dopo l'impatto sul posto si sono diretti tempestivamente i soccorritori, che hanno tentanto disperatamente di rianimare il 49enne, rinvenuto già privo di conoscenza e trasportato d'urgenza in ospedale. Purtroppo però gli sforzi dei medici sono stati inutili: le ferite riportate nel sinistro si sono infatti rivelate troppo gravi e Marchi è purtroppo deceduto poco dopo il ricovero.

 

Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, la professoressa al volante dell'auto che ha colpito Marchi non si sarebbe come detto accorta di nulla, continuando il suo percorso e presentandosi in classe, dove sarebbero stati proprio i suoi studenti ad accorgersi della presenza delle forze dell'ordine intorno all'auto dell'insegnante.

 

Grande il lutto tra gli amici di Daniele, nato a Meano e vissuto a Trento prima del trasferimento a Pavia. “Poco fa mi ha chiamato un amico di scuola con una bruttissima notizia – ha scritto sui social uno dei compagni delle scuole elementari dell'uomo, Stefano Patton Daniele Marchi stamattina è stato investito mentre andava in bici al lavoro ed è morto”.

 

“Gli amici delle elementari – continua Patton – sono quelli che ti rimangono nel cuore, perché sono legati a ricordi felici e spensierati. Sono quelli che vedi sempre con il ricordo di quei tempi e ti fanno illudere che il tempo non corra veloce. Ognuno poi ha preso la sua strada ed i social erano un modo per tenersi in contatto. Te ne eri andato a Pavia ad insegnare ma il mio ricordo mi riporta a quando giocavamo nella squadra di calcio del paese. Di sinistro, di destro, di testa o da fuori area, bastava passare la palla a Ghema e la palla finiva in rete, eri il più forte. Ciao Daniele, ciao bomber”.

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