Trovata in fin di vita alle 22.35 sotto al palazzo dove viveva: per gli inquirenti c'entra il compagno ora accusato di omicidio
Le indagini sono proseguite in sordina per un anno ma ora il Pm titolare dell’indagine ha deciso di rinviare a giudizio un uomo che è accusato di aver ucciso la convivente. La donna era stata trovata a terra dopo essere precipitata dal terzo piano della sua abitazione

RIVA DEL GARDA. Erano circa le 22e35 di domenica 30 gennaio 2022, quando una donna venne trovata esanime in via fiume a Riva del Garda. Dopo l’allarme sul posto era arrivata anche una volante della polizia. Nonostante i soccorsi la donna era morta poco dopo il suo arrivo in ospedale a Trento dove era stata elitrasportata (QUI AGGIORNAMENTO).
Secondo quanto ricostruito la 46enne di origine moldava è caduta dal terzo piano della sua abitazione in via fiume. Fin da subito i poliziotti hanno cercato di chiarire la dinamica di quello che sembrava un incidente o un suicidio.
Eppure il convivente della donna, un uomo di origine rumena che era presente nell’appartamento al momento della caduta, ha fornito una ricostruzione che in certi punti sembrava contraddittoria. Così gli investigatori del Commissariato di Riva del Garda hanno recuperato tutti i filmati dalle telecamere private pubbliche della zona per provare a far luce sulla vicenda.
In questo modo è stato possibile ricostruire accuratamente i movimenti della coppia avvenuti durante tutto il pomeriggio del 30 gennaio. È proprio dall’analisi dei filmati che sono emerse ulteriori discrepanze nel racconto dell’uomo.
In particolare gli investigatori sono in possesso di un filmato con tanto di audio, nel quale si percepivano, anche se non in modo chiaro, le voci di due persone nei secondi immediatamente precedenti alla caduta. Le immagini sono state inviate al laboratorio specialistico indagini elettroniche del Servizio della polizia scientifica di Roma, dove i tecnici hanno ripulito l’audio dove è stato possibile distinguere chiaramente le voci della donna e del convivente scoprendo come negli istanti prima del tragico evento la coppia stesse litigando.
Le indagini coordinate dalla Procura di Rovereto sono proseguite per tutto il 2022 permettendo di acquisire quelli che vengono definiti "ulteriori e molteplici indizi di reato a carico dell’uomo" al quale viene contestata la ricostruzione iniziale. È alla luce di questi elementi che il Pm titolare dell’indagine, Fabrizio de Angelis, ha deciso di rinviare a giudizio l’uomo, poiché ritenuto responsabile dell’omicidio della convivente.
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