“Tuo figlio è in arresto: inviaci i soldi per la cauzione” (come negli Stati Uniti). È allarme a Bolzano per la truffa del finto parente arrestato: “Massima attenzione”
Diverse le segnalazione arrivate alle forze dell'ordine nella mattinata di venerdì, tutte con lo stesso modus operandi: fortunatamente nessuno sarebbe caduto nella trappola ma la Questura ha lanciato l'allarme invitando i cittadini a prestare la massima attenzione
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BOLZANO. Torna la truffa del finto parente arrestato: diverse le segnalazioni, tutte relative a tentativi di raggiri con lo stesso modus operandi, arrivate alle forze dell'ordine nella mattinata di venerdì a Bolzano. Nessuno, fortunatamente, sarebbe caduto nella trappola ma la Questura del capoluogo altoatesino ha lanciato l'allarme, invitando i cittadini a prestare la massima attenzione.
Il modus operandi dei truffatori, come detto, è stato lo stesso in tutti i casi: l'ignaro cittadino, dicono le autorità, viene chiamato sulla propria utenza fissa da parte di un soggetto che, affermando di parlare da un ufficio di Polizia e di esserne il 'capo', gli comunica di averne arrestato il figlio.
Lo shock aumenta subito dopo, quando il truffatore fa intervenire un complice che, fingendosi il figlio, si dispera, piange e implora aiuto. A questo punto, dice la Questura, riprende la parola il truffatore, che chiede denaro o monili a titolo di cauzione, per rimettere in libertà il congiunto. Dopo il tentativo di raggiro, tutti i cittadini coinvolti hanno informato prima i propri figli e poi la Polizia per denunciare l'accaduto.
“La Questura – scrivono le forze dell'ordine – nel ribadire che nel nostro ordinamento non esiste l'istituto della cauzione e che quindi nessun arrestato può essere messo in libertà dietro consegna di denaro, invita le persone anziane a prestare massima attenzione a questo tipo di richieste telefoniche, consigliando di richiedere sempre l'intervento delle forze dell'ordine, contattando il 112”.














