"Abbattimento M91? La Provincia di Trento ha rispettato le leggi: se un orso è pericoloso va rimosso", lo zoologo Apollonio: "Non si può aspettare sempre qualcosa di grave"
L'intervento a il Dolomiti di Marco Apollonio, zoologo dell'Università di Sassari e tra i massimi esperti a livello nazionale in materia grandi carnivori, sull'abbattimento di M91: "Sono state rispettate le leggi e le prerogative. Contrapposizione a ogni costo stucchevole. Non si può sempre aspettare qualcosa di grave"

TRENTO. "Trovo imbarazzante che un potere dello Stato si trovi a dover giocare a nascondino ma nel caso di specie le regole sono state rispettate". A dirlo Marco Apollonio, zoologo dell'Università di Sassari e tra i massimi esperti a livello nazionale in materia grandi carnivori. "Non sono un alfiere delle decisioni della Provincia e spesso sono stato critico ma non è questo il caso: dobbiamo sempre aspettare che accada qualcosa di grave prima di intervenire? E' stucchevole ormai la contrapposizione a ogni costo".
La tensione è nuovamente, e velocemente, salita dopo l'abbattimento di M91 nei boschi di Sporminore (Qui articolo). Gli agenti del Corpo forestale trentino nel corso della notte tra sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre hanno dato esecuzione al decreto firmato di Fugatti per rimozione dell'orso, un giovane esemplare maschio radiocollarato.
Il veterinario Alessandro De Guelmi, figura chiave del progetto Life Ursus e per anni responsabile del benessere e dell'anestesia degli esemplari durante le fasi di cattura in Trentino per la Provincia, ha parlato di ennesimo fallimento della politica di gestione, fermo restando che un animale classificato come pericoloso va rimosso. Il problema è soprattutto il ritardo sulla prevenzione, il posizionamento dei bidoni anti-orso in primis (Qui articolo).
Intanto sono già partite le accuse, e anche le denunce, del mondo animalista nei confronti della Provincia. "Ci sono le regole e le direttive del piano Pacobace, linee guida approvate dal ministero, da Ispra e dai tecnici nell'ambito del progetto Life Ursus", evidenzia Apollonio. "L'intervento della Provincia è legittimo: ci deve essere la possibilità di poter rimuovere un esemplare che è considerato pericoloso senza tanti processi e travagli. Solo così ci può essere una convivenza tra l'essere umano e i grandi carnivori".
Un esemplare non mette a repentaglio la salvaguardia della specie. "Anzi, si agisce sul duplice obiettivo di salvaguardare la popolazione di orsi e, soprattutto, si tutela la popolazione. Non ci sono altri discorsi, altrimenti se la politica non riesce o non può intervenire si arriva al bracconaggio che è la situazione peggiore".
La Provincia, per Apollonio, ha rispettato una sua prerogativa, un diritto sancito dalla legge. "Dispiace che si arrivi a questo modus operandi: si firmano i decreti quasi di nascosto. Ma è scoraggiante che non si riesca a mantenere la razionalità nella gestione dei grandi carnivori. Ancora una volta, purtroppo, intervengono persone che forse conoscono poco la zoologia e che non frequentano i boschi del Trentino: dobbiamo per forza aspettare un'aggressione o si può agire in anticipo prima che sia tardi?".
Una contrapposizione già fortemente polarizzata con le posizione che si allontanano a ogni decisione di piazza Dante. "Gli interventi delle associazioni animaliste sono legittimi, tuttavia non sono le uniche opinioni. Ho criticato il Trentino in alcune situazioni e la gestione può essere sicuramente migliorata: per esempio ho giudicato come improponibile l'idea di ridurre del 70% il numero di orsi e ho evidenziato l'importanza della prevenzione. Tuttavia il dibattito diventa sempre più surreale: non è una questione di specismo ma l'incolumità pubblica va tutelata".
Gli orsi "devono essere salvaguardati perché sono un valore. E' chiaro che se sono elusivi e mantengono una distanza non devono essere assolutamente toccati ma non dobbiamo nascondere i problemi e se un plantigrado diventa pericoloso o troppo confidente. Talvolta sembra più una questione di consenso che di reale interesse al benessere degli animali. Inoltre un abbattimento è sempre una decisione complessa che non è esente da rischi anche per gli operatori. Ci vorrebbe un maggior equilibrio, invece ogni volta si arriva purtroppo a questo punto", conclude Apollonio.














