Abbattimento M91, Legambiente contro Fugatti: "L'unico strumento che conosce è la condanna a morte di questi animali"
L'associazione critica la rapidità con la quale il governatore ha adottato anche l'ultimo provvedimento di uccisione a differenza della sua lentezza nell’adottare misure e interventi, basati su ricerca e approccio scientifico, che permetterebbero di migliorare la gestione e la convivenza

TRENTO. “La celerità con cui Fugatti procede con l’abbattimento sistematico degli orsi, si contrappone la sua lentezza nell’adottare misure e interventi, basati su ricerca e approccio scientifico, che permetterebbero di migliorare la gestione e la convivenza con questo animale su cui chiediamo nuovamente un intervento rapido e deciso”. Queste le parole che arrivano da Stefano Raimondi responsabile nazionale biodiversità di Legambiente e Andrea Pugliese, presidente di Legambiente Trento per commentare l’uccisione di M91.
L'orso è stato ucciso dagli agenti del Corpo forestale trentino nel corso della notte tra sabato e domenica a seguito del decreto firmato venerdì scorso dal presidente Fugatti. L’operazione è stata condotta all’interno del territorio del comune di Sporminore.
“Il presidente della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti non si smentisce mai – continua l'associazione - l’unico strumento che conosce e utilizza è quello della condanna a morte togliendo la vita a questi animali selvatici, senza neanche valutare le altre possibili misure previste dal Pacobase e da adottare in caso di orsi problematici o troppo confidenti”.
M91 in primavera aveva seguito a lungo una persona nel bosco e era stato poi radiocollarato. Nel corso dall'estate e dell'autunno era entrato in centri abitati o nelle immediate vicinanze di abitazioni.
“L’ennesima condanna a morte rappresenta una sconfitta totale in quella che deve essere la gestione di questo plantigrado nell’arco alpino unita al grande tema della convivenza uomo – animali selvatici” spiegano Andrea Raimondi e Stefano Pugliese richiedendo, ancora una volta, l'introduzione di misure e interventi, basati su ricerca e approccio scientifico, che permetterebbero di migliorare la gestione e la convivenza con questo animale: fra queste le campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte alla comunità locali e ai turisti, la rimozione delle fonti di cibo di natura antropica, il controllo dell’accesso alle stesse da parte degli animali, fino alle azioni di dissuasione verso gli animali confidenti come deterrenti, solo per citarne alcune.














