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Trento
14 marzo | 12:54

"Assurdo pensare alla costruzione della Ciclovia dopo le frane avvenute", la lettera alla sindaca di Riva del Garda: "Scelta politica ma non di necessità"

Dopo l'ultimo episodio franoso, e ad un mese dall'inizio dei lavori per la ciclovia nel tratto Torbole-Riva del Garda, tornano ad accendersi le proteste contro la realizzazione della ciclovia del Garda

RIVA DEL GARDA. Dopo la frana che, venerdì scorso, si è abbattuta sulla Gardesana occidentale nel tratto che collega Riva del Garda a Limone – l'ultimo dei numerosi episodi franosi verificatisi negli ultimi mesi – tornano a riaccendersi le proteste contro la costruzione della Ciclovia del Garda. Successivamente alla presa di posizione del Coordinamento Interregionale per la tutela del Garda - che con un comunicato, e a più riprese, ha chiesto la sospensione dei lavori - e alla petizione "Modificare la Ciclovia del Garda per una maggiore sicurezza e tutela del territorio" pubblicata su Change.org da un gruppo di cittadini gardesani, ad esprimere la propria preoccupazione sull'opera sono anche alcune singole persone. È il caso della lettera aperta inviata da una cittadina di Toscolano Maderno, Cristina Milani, alla sindaca di Riva del Garda Cristina Santi.

 

"Sono sincera, mi stupisce la sicurezza con cui Lei afferma che il progetto va avanti e che non c’è motivo per ripensarci – si legge nella lettera – e mi stupisce la tranquillità con cui afferma che le frane sul nostro territorio ci sono sempre state e che ci si deve convivere".

 

Tema centrale della rimostranza è, in primis, quello della sicurezza in relazione proprio alle frane. "Ci sono sempre state, tanto che negli anni siamo stati costretti a creare percorsi alternativi in gallerie – viene specificato da Milani - e grazie a questo non succede spesso che lei debba chiudere la Gardesana, ma il progetto di ciclabile prevede che si percorrano zone ben più esposte al rischio di quanto non siano la statale stessa e le sue gallerie. Passerelle a sbalzo che, per quanto protette, non potrebbero mai resistere a frane della consistenza di quella di Tremosine o della stessa di Riva di venerdì sera".

 

E mentre il dibattito resta acceso, proseguono i lavori per il tratto Torbole-Riva iniziati a febbraio e che prevedono inoltre la realizzazione di un ponte ciclopedonale sul Sarca. Il costo complessivo dell'opera è di oltre 4 milioni di euro, con la fine del cantiere prevista per l'autunno del 2025.

 

Di seguito il testo della lettera inviata alla prima cittadina di Riva del Garda:

 

Mi raccomando, non dica loro che, d’altra parte, questi eventi ci sono sempre stati e che anche loro devono imparare a conviverci. Appare evidente che, anche se non si può trovare nessuna giustificazione scientifica, in questi

ultimi mesi la caduta di grossi movimenti franosi si è incredibilmente intensificata. Non troviamo cause né nella pioggia né nel gelo, forse solo casualità, ma per forza questo susseguirsi ci riporta appunto alla realizzazione della ciclovia.

 

Sono sincera, mi stupisce la sicurezza con cui Lei afferma che il progetto va avanti, non c’è motivo per ripensarci. Mi stupisce la tranquillità con cui afferma che le frane sul nostro territorio ci sono sempre state e che ci si deve convivere. Effettivamente, con maggior o minor frequenza, questi fenomeni si sono sempre manifestati. Non si può dimenticare la frana di Campione dove è stata distrutta una parte di edificato appena realizzato e della quale un residente, dando ragione alla procura di Brescia e alla PM Silvia Bonardi, disse: “Ci troviamo in questa situazione perché è venuto meno il buon senso”... o la ciclabile dei dossi costata un milione e duecentomila euro inaugurata e chiusa definitivamente il giorno dopo.

 

Ci sono sempre state, tanto che negli anni siamo stati costretti a creare percorsi alternativi in gallerie e grazie a questo non succede spesso che lei debba chiudere la Gardesana, ma il progetto di ciclabile prevede che si percorrano zone ben più esposte al rischio di quanto non sia la Gardesana stessa e le sue gallerie, passerelle a sbalzo che per quanto protette non potrebbero mai resistere a frane della consistenza di quella di Tremosine o della stessa di Riva di venerdì sera. Non si può comunque paragonare una strada di importanza statale che collega le cittadine da Salò a Riva, strada non delocalizzabile, con una ciclabile, anche se vogliono farci credere che sia un'opera fondamentale e irrinunciabile per lo sviluppo dell’area gardesana, nota zona depressa.

 

La classe di rischio geologico 4 prevede che possano esistere le opere già realizzate (con tutti gli accorgimenti) ma non realizzarne di nuove e men che meno aumentare il carico antropico. Invitare mezza Europa a venire su questa “meraviglia” vuol dire AUMENTARE IL CARICO ANTROPICO!! Si può anche discutere sulla “meraviglia” che è il nostro Lago e non la ciclovia, un accozzaglia di ferro e cemento.

 

Ci sono sempre state, ma non è certo un motivo per esporre un consistente numero di turisti a questo rischio. Ci dobbiamo convivere ma, se mai questa ciclovia verrà finita e se, malauguratamente, non voglia il cielo, dovesse succedere qualche cosa mi aspetto che Lei, Sindaca, si faccia viva con le madri, coi famigliari per consolarli ma, mi raccomando, non dica loro che, d’altra parte, questi eventi ci sono sempre stati e che anche loro devono imparare a conviverci come con la morte di un figlio, perché certe scelte prevedono delle responsabilità che vanno anche al di là dell’aspetto legale.

 

La scelta di creare una ciclovia del Garda è puramente politica e non di necessità!

 

Cristina Milani - Toscolano Maderno

 

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